Fmi: ripresa Usa a rischio con taglio deficit

Pubblicato da: MatteoT - il: 26-07-2013 22:20 Aggiornato il: 26-07-2013 21:23

UPI - (UPI) CASA BIANCA: CONFERENZA STAMPA BARACK OBAMA SU DEBITO USA

La ripresa economica degli Usa resta flebile con una crescita attesa all’1,7% nel 2013 e nel 2,7% nel 2014 contro il 2,2% del 2012. E’ quanto scrivono gli economisti del Fondo monetario internazionale nel rapporto sugli Stati Uniti pubblicato oggi a Washington.

A frenare il passo di espansione degli Usa sono gli effetti prolungati nel tempo della crisi finanziaria del 2008 e del conseguente processo di riduzione del deficit, oltre a cause esogene come un ambiente macro debole e numerosi eventi atmosferici estremi.

Uno dei problemi principali che ha sollevato l’istituto della Lagarde e che pesa sulla congiuntura americana sono gli effetti del “sequester”, ossia i tagli automatici alla spesa pubblica che sono entrati in vigore ad inizio anno quando il Congresso non è riuscito a trovare un accordo per innalzare nuovamente il limite massimo del debito pubblico.

Questi tagli – si legge nel rapporto – “stanno pesando significativamente sulla crescita quest’anno, con un P aumentato dell’1,8% nel primo trimestre e indicazioni di un ritmo inferiore nel secondo trimestre”.

“Allo stesso tempo – prosegue il rapporto – il comparto delle costruzioni residenziali ha accelerato e le condizioni del mercato del lavoro sono migliorate“, in larga parte grazie alle condizioni finanziarie molto favorevoli rese possibili dai costanti sforzi di politica monetaria della Fed nel corso degli ultimi dodici mesi.

La situazione è cambiata in qualche maniera dopo che a metà maggio la Fed ha parlato di una possibile riduzione del programma di acquisti di bond ma la politica monetaria rimane comunque “estremamente accomodante”.

Sul fronte della disoccupazione, il Fondo Monetario Internazionale prevede che rimarrà costante nel 2013 al 7,6% per poi scendere al 7,3% nel 2014; soglia, questa, molto vicina a quella psicologica del 7% identificata dalla Federal Reserve come necessaria per tagliare il Quantitative Easing.

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