L’oro vacilla tra Bernanke e NFP: un’analisi

Pubblicato da: MatteoT - il: 03-08-2013 17:53 Aggiornato il: 17-12-2018 17:01

Oro

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Nessun ritracciamento e nessun nuovo trend. Cosa sta succedendo all’oro? Molto semplice: la risposta è da trovare sul mercato finanziario internazionale che in questa settimana è stato protagonista di release macro decisamente importanti.

Nell’arco di una notte l’oro è passato da 1323 dollari l’oncia a 1286. Colpa delle dichiarazioni di Bernanke e della crescita dei rendimenti sui titoli di Stato europei o altro? Crediamo al seconda: sembra che il gold sia stato del tutto ignorato a favore di quegli asset più volatili che ieri hanno fomentato al suono di “ripresa economica”.

Dopo la conferenza tenuta dal Governatore Mario Draghi, nella quale è stata confermata l’attuale politica con tassi di interessi bassi, il Gold ha potuto beneficiare di un rinfrancamento della moneta unica, con un rialzo di quest’ultima per circa 140 pips (arrivando a toccare nell’arco di poche ore 1,3343) ed una salita del metallo giallo verso quota $1331.

Ed il quantitative easing? Sembra un paradosso durato molto poco e che, dopo il discorso di Bernanke, è venuto meno ed è sprofondato in un nuovo tonfo verso livelli più bassi perdendo, in una sola notte, 20 dollari l’oncia.

La motivazione principale pare essere riconducibile all’uscita dei numeri promettenti USA, i quali hanno mostrato un dato sulla disoccupazione inferiore rispetto alle aspettative, una crescita del Pil sul secondo trimestre 2013 ed un indice ISM manifatturiero positivo a 55,4 (ove, si ricorda, un dato superiore a 50 è segnale di crescita).

Vi è un però, ed ha sempre lo stesso nome: Quantitative Easing. Se da un lato la dichiarazione di ieri, 1 agosto, di posticipare l’inizio dell’operazione di Tapering fino a dicembre 2013 ha dato maggiore respiro al mercato azionario, sostenendo l’equity con la certezza di poter beneficiare del sostegno della FED, dall’altro va ricordato che più un mercato è drogato, più l’astinenza durante la riabilitazione sarà forte.

Cosa possiamo attenderci nei prossimi giorni? Il mercato si sta muovendo al di fuori della razionalità da diversi giorni. A dettare legge sul mercato è l’oligarchia di quattro grandi banche centrali: Fed, Bce, BoJ e Pbc. Queste influenzano e pilotano gli investitori dove vogliono.
L’oligarchia dei Big Four

Ed è così che, ciò che un mese può rappresentare un elemento di disincentivo all’investimento finanziario (ad esempio una politica monetaria troppo liquida), il mese successivo può divenire chiave di volta per saltare a piè pari in un mercato sostanzialmente identico, ma divenuto idealmente più conveniente.

Con una politica statunitense che intervalla una ‘frenata d’arresto’ ad un ‘periodo di rapida espansione’, c’è allora da chiedersi come Bernanke e tutto il gruppo FOMC non abbiano ancora iniziato ad accusare sintomi di nausea ed emicrania.

Non c’è da stupirsi, quindi, che il World Gold Council abbia affermato che la domanda mondiale di oro, e quindi la sua produzione ed il suo valore per oncia, saranno destinati ad aumentare in concomitanza del miglioramento economico su scala mondiale.

Ma non dovrebbe essere l’esatto contrario? Ad una ripresa economica non sarebbe dovuto corrispondere una diminuzione del metallo giallo?

In aggiunta a ciò, la conferenza FED di ieri ha fatto intendere che la tendenza primaria per i prossimi due anni sarà quella di un rafforzamento del dollaro sull’euro e sulle principali valute, fomentato anche da un rallentamento dell’economia Cinese, in progressiva diminuzione dal marzo 2013.

Non resta che decidere una cosa: conformarsi alle quattro grandi banche centrali o fare di testa propria.

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MatteoT

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