Coop agricole, domina il nord 
valgono un quarto del mercato

Pubblicato da: Luca M. - il: 04-03-2015 15:50

Oltre 5mila imprese attive, più di 93mila posti di lavoro e un fatturato di 35 miliardi di euro nel 2012, pari al 23% dell’intero mercato alimentare italiano, ottenuto utilizzando il 99% di materia prima italiana.

cooperazione_agroalimentare

Sono questi i dati più importanti emersi dall’edizione 2014 dell’Osservatorio sulla Cooperazione agricola, istituito dal ministero delle Politiche Agricole e sostenuto dalle quattro principali organizzazioni nazionali del sistema cooperativo agroalimentare (Agci-Agrital, Fedagri-ConfCooperative, Legacoop Alimentare e Unicoop). 


I numeri, riferiti al 2012, mostrano come le cooperative siano riuscite ancora una volta a mantenere una performance superiore alle medie del settore alimentare, innanzitutto in termini di fatturato: secondo le stime effettuate, il giro d’affari delle coop agricole nel 2013 ha toccato i 37 miliardi, in aumentato del 5,8% rispetto all’anno precedente, contro il +1,5% fatto segnare dall’alimentare nel suo complesso.
Un dato di particolare rilievo riguarda poi l’export delle cooperative, che nel 2012 ha raggiunto i 4 miliardi di fatturato, ovvero il 13% del giro d’affari all’estero dell’intero mercato agroalimentare italiano. Cooperative che oggi giocano anche un ruolo importante rispetto alla valorizzazione di prodotti made in Italy visto che lavorano materia prima italiana al 99% (l’1% di provenienza straniera riguarda perlopiù forniture che consentono alle grandi imprese cooperative di completare la propria gamma di offerta).


In generale, tra il 2008 e il 2012, la cooperazione si è distinta dalle altre forme d’impresa per una tenuta migliore dei valori economici e occupazionali: nel quinquennio analizzato, infatti, i dati relativi a fatturato, valore aggiunto prodotto e retribuzioni mostrano aumenti più significativi per le cooperative rispetto all’industria alimentare e delle bevande nel suo complesso.
“Negli ultimi anni la cooperazione ha avuto il grande merito di saper indirizzare la produzione delle aziende agricole in un’ottica tutta orientata al mercato  –  commenta Giorgio Mercuri, presidente dell’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari – Dobbiamo continuare a valorizzare i prodotti conferiti dai soci, consolidando il mercato nazionale e crescendo all’estero”.
Nonostante gli ottimi indicatori economici, permane tuttavia una forte disomogeneità rispetto alla dislocazione geografica del tessuto imprenditoriale cooperativo.

Infatti, il 45% delle cooperative agricole italiane è concentrato nel Nord-Italia e da solo genera addirittura l’82% del fatturato totale, contro il restante 18% diviso quasi equamente tra Centro e Sud. Così come per l’aspetto territoriale, anche riguardo agli specifici settori i dati dell’Osservatorio mostrano un certo grado di eterogeneità. Carne e ortofrutta arrivano da sole a coprire la metà dell’intero giro d’affari delle cooperative nostrane. In virtù del forte legame con la base produttiva, in questi due settori, ma anche in quelli di latte e vino, le imprese cooperative sono riuscite nell’ultimo biennio a conquistare quote di mercato importanti, arrivando in alcuni casi a creare vere e proprie eccellenze produttive nel panorama nazionale e internazionale.  Ad esempio, esse costituiscono oggi il segmento più ampio nella produzione di formaggi di origine e rappresentano i principali attori nazionali nel comparto del latte fresco, in cui si trovano tra l’altro a competere con le grandi multinazionali straniere.


“Un pezzo importante della cooperazione fa oggi parte dell’alimentare avanzato. Grazie ai suoi approvvigionamenti di materia prima, la cooperazione italiana valorizza il 39% della produzione agricola nazionale” – commenta Ersilia Di Tullio di Nomisma, responsabile scientifico dell’Osservatorio- “Ci sono però ulteriori margini di crescita, specialmente se si pensa che in altri paesi europei a forte matrice cooperativa, come l’Olanda e la Francia, la percentuale arriva quasi al 70%”. 

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Luca M.

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