BCE: tutto quello che devi sapere dalla conferenza stampa di Draghi tra QE, super-euro e rialzo tassi

Pubblicato da: TommasoP - il: 26-01-2018 15:40

A seguito della riunione che si è tenuta alla BCE nel mese di Gennaio 2018, quello che ne è uscito fuori è questo di seguito ti riportiamo.

In questa guida, ti riportiamo tutti aggiornamenti sul meeting e sulla conferenza stampa che Mario Draghi,ha tenuto in merito anche al QE e alla forward guidance.

BCE: la conferenza stampa di Draghi tra QE, super-euro e rialzo tassi

La prima riunione della BCE, che si è tenuta nel 2018 è terminata. Con essa sono terminate anche le attesa per la conferenza stampa.

Alle ore 13:45 l’istituto di Mario Draghi ha comunicato quelle che sono le intenzioni del governatore, il suo interesse di lasciare invariati i tassi di interesse, almeno per adesso in merito ai depositi e anche quelli sulle operazioni di rifinanziamento marginale.

Sulla base di quelle che sono state le comunicazioni, per altro accompagnate dal tradizionale comunicato, l’attenzione del mercato si è spostato sulla conferenza stampa di Mario Draghi.

La conferenza stampa

Il contenuto della prima conferenza stampa che ha tenuto lo stesso Mario Draghi, è in merito al QE e all’apprezzamento del cambio euro dollaro.

Draghi ha per altro parlato molto della dell’euro e degli effetti sull’inflazione.

Per altro si nota anche che il petrolio ha proceduto al rialzo anche se questo aumento potrebbe essere compensato dall’apprezzamento dell’euro anche se non è facile comprendere con esattezza le tempistiche di questa compensazione.

Per altro ora si deve attendere con fiducia e pazienza il mese di settembre per comprendere bene come evolverà la situazione.

Questo mese è stato scelto anche al termine di alcune discussioni e dopo tutte le analisi, ma soprattutto sulla base dei disponibili.

In merito ai tassi di interesse, Mario Draghi non ha fatto riferimento alcuno con la comunicazione BCE in quanto essi oscillano per via di fattori esterni come ad esempio il miglioramento dell’economia e il cambiamento della comunicazione, ma questo è molto differente dalla comunicazione della BCE.

Per altro oggi non ci sono molte possibilità di rialzo dei tassi. Crediamo che questo sia confermato anche per tutto il 2018.

In merito all’euro, Mario Draghi, invita a comprendere i veri motivi che hanno determinato l’apprezzamento.

In merito invece a tutte le comunicazione che si sono avute da Dicembre a oggi si è assistito a 3 caratteristiche comuni:

  1. Tutte e tre si sono tutte si sono basate sull’impegno solido al raggiungimento del target del 2% di inflazione;

  2. nessuna delle comunicazioni ha dubitato dell’andamento dei tassi che resteranno a tali livelli a lungo;

  3. le riforme del passato sono sempre state tirate in ballo.

Si deve anche notare che proprio mentre ancora la conferenza stampa era in atto, l’asset euro dollaro è volato di oltre un punto percentuale.

Ancora Draghi continua la sua conferenza ribadendo una distinzione fondamentale: quella tra acquisti App, tapering e improvviso stop.

Tutti gli acquisti mensili APP potrebbero riflettere condizioni momentanee di mercato.

Poi fa anche un accenno al dollaro e a tal proposito conferma ancora che:

I tassi di cambio sono importanti per la crescita e per la stabilità dei prezzi.

I loro movimenti, quelli giustificati dal rafforzamento dell’economia, sono naturali. Il problema è se queste oscillazioni (che possono essere causati anche dal solo linguaggio usato) hanno poi un impatto sull’inflazione.

Quest’ultima rappresenta il nostro problema maggiore. Per quanto mi riguarda, non fermerò mai il programma in maniera improvvisa. Non ne abbiamo parlato, ma lo faremo in futuro”.

Perché i mercati oscillano?

Vi possono essere tre principali ragioni dietro le oscillazioni dei cambi. Tra queste non possiamo non fare riferimento al:

  • miglioramento dell’economia.
  • sensibilità dei mercati alla comunicazione.

Anche i tassi rimarranno al livello presente ben oltre la fine del programma di acquisti; questa è una cosa davvero importante. Molto poco è cambiato.

Ad oggi, non possiamo dire che rispetto al mese di Ottobre vi è stato un grande cambiamento. Anzi…

Vi è invece il rischio di procedere al ribasso per le questioni geopolitiche e anche per il mercato valutario anche se sembra che la crescita è bilanciata.

Non si potrebbe ancora cantare vittoria soprattutto a causa dell’inflazione che non mostra segnali convincenti di ripresa.

QE

In merito al QE la BCE non favorisce nessuno. Questo vuol dire che se cis i concentra molto su di un particolare periodo di acquisti si potrebbe arrivare a delle interpretazioni errate.

Riforme

Queste sono molto importanti anche perché se effettivamente giuste, portano a degli ottimi risultati.

Dalle analisi economiche che sono state fatte si conferma ancora la necessità di procedere oltre con delle nuove riforme.

A questo si devono anche aggiungere le necessità di misure e aggiustamenti atti ad assicurare inflazione vicina al 2%.

Al fine di arrivare a godere appieno dei benefici della politica tutte le aree devono contribuire.

Draghi fa un chiaro invito questa volta proprio all’implementazione delle riforme strutturali necessarie.

 Analisi economica

Su questo argomento, si deve precisare che molto dipende dal Pil reale che è aumentato dello 0,7% su base trimestrale nel terzo trimestre del 2017.

Da qui ne deriva che gli ultimi dati hanno indicato una crescita continuativa e generalizzata alla fine dell’anno.

Le politiche monetarie invece, continuano ad essere di supporto.

Ci saranno anche delle sorprese nel breve termine, anche se i rischi di un possibile ribasso continua ad essere presente soprattutto per quel che riguarda le oscillazioni del mercato valutario.

Sulla base di questi dati possiamo dire che il cambio euro dollaro si sta avvicinando a 1,25.

Si deve per altro prestare particolare attenzione al fatto che l’andamento del petrolio sarebbe l’unico asset da tenere sotto controllo perché potrebbe continuare ad influenzare i prezzi al consumo.

L’inflazione rimane invece moderata grazie anche al altri fattori anche se questi devono dimostrare un trend realmente efficace.

Vi è pero un reale ottimismo sull’inflazione. Questo lo si deve all’espansione dell’economica che ha per altro accelerata nella seconda metà del 2017.

Questo ha reso la BCE più fiduciosa nei confronti del raggiungimento del target di inflazione al 2%.

Comunicato stampa

All’interno del comunicato stampa rilasciato in concomitanza con la decisione sui tassi, la BCE ha confermato anche quelle che sono state le previsioni degli analisti.

Il QE proseguirà ad un ritmo di 30 miliardi al mese e fino a settembre 2018 anche se molti credono che si diriga anche oltre.

L’istituto di Mario Draghi non ha comunque eliminato del tutto l’ipotesi di nuovo intervento.

“Se le prospettive diverranno meno favorevoli, o se le condizioni finanziarie risulteranno incoerenti con ulteriori progressi verso un aggiustamento durevole del profilo dell’inflazione, il Consiglio direttivo è pronto a incrementare il programma di acquisto di attività (PAA) in termini di entità e/o durata”.

A cosa prestare attenzione?

Dalle analisi che abbiamo condotto a seguito della fine della riunione, possiamo dire che la riunione BCE e la conferenza si sono focalizzate su alcuni punti molto importanti.

Tra i tanti argomenti che abbiamo in precedenza accennato, non possiamo non ricordare che i tassi di interesse giocheranno un ruolo soltanto marginale mentre cis i deve meglio concentrare sul QE, la forward guidance, l’euro e l’inflazione che sono stati tutti argomenti molto interessanti e che hanno ruberanno l’attenzione degli osservatori e degli investitori.

In breve possiamo riportare brevemente le conclusioni.

QE

Su questo fronte, la BCE ha definito il suo programma che prevede il proseguimento del programma di acquisti fino a settembre 2018.

Sulla base degli odierni aggiornamenti inerenti alla conferenza stampa si avrà il solo obiettivo di scovare nuovi indizi in merito alla data finale del Quantitative Easing.

EURO

Anche questo è stato un argomento molto importante.

Tra i tanti aspetti significativi l’Euro non è passato inosservato come tema in quanto ci si chiede ancora oggi in che modo l’odierna riunione BCE definirà la recente forza dell’euro che sta attualmente spingendo il cambio EURUSD sopra quota 1,24.

Forward guidance

In base a quelli che sono stati i verbali legati all’ultima riunione BCE è emerso anche che il linguaggio della banca cambierà gradualmente al fine di adattarsi al miglioramento delle condizioni economiche.

Gli aggiornamenti cercheranno infatti di scovare i primi segnali di questo cambiamento anche se la maggior parte degli esperti è convinta che bisognerà aspettare almeno la riunione di marzo.

Bitcoin

Anche questo argomento, è molto importante considerando che esso è esplosi di recente facendo registrare delle performance nello scorso anno, senza precedenti.

Dato il recente andamento del comparto criptovalutario, vi sono stati alcuni analisti che hanno previsto che dalla conferenza i mercati potrebbero essere influenzati ancor di più con delle oscillazioni tali da considerare il mercato abbastanza nervoso.

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