BTP Italia 2026: conviene comprarlo?

Pubblicato da: RobertoR - il: 15-05-2018 20:22

Fino al 17 maggio 2018 c’è tempo per poter sottoscrivere la nuova emissione del BTP Italia. Ma quali sono le sue caratteristiche? Conviene comprarlo? O è meglio rinunciare alla tentazione di inserire in portafoglio questo titolo di Stato? Cerchiamo di comprenderlo, andando a delineare i principali termini di rendimento (previsionale) del BTP ora in fase di lancio.

Caratteristiche BTP Italia 2026

Cominciamo dalla cedola minima garantita del nuovo BTP Italia 2026, pari allo 0,40%. Si tratta di una cedola non definitiva, considerato che l’ammontare sarà poi stabilito una volta che sarà stata conclusa l’operazione di raccolta. Si ricorda inoltre che il tasso definitivo non potrà comunque essere inferiore al tasso cedolare annuo minimo garantito.

Per quanto concerne le altre caratteristiche del titolo, la scadenza è di 8 anni, il calcolo delle cedole avverrà con periodicità semestrale e sul capitale rivalutato all’inflazione. Il capitale nominale è garantito alla scadenza del periodo di investimento e, chi deterrà nel proprio portafoglio il titolo per 8 anni, riceverà un premio “fedeltà”, in misura non dissimile a quanto abbiamo già visto nel recente passato.

Il codice ISIN del titolo, utile per poter individuare e acquistare il BTP Italia 2026, è IT0005332827.

Rendimento BTP Italia 2026

Riassunte le principali caratteristiche di questo titolo (che, peraltro, potrebbe essere l’unico di questa classe per tutto il 2018), rimane da comprendere se possa o meno essere conveniente il suo rendimento.

Per quanto sia aleatorio compiere un simile conteggio di stima, cerchiamo di farlo assumendo come scenario base la cedola dello 0,40%, valutato che non è possibile prevedere quale sarà l’ammontare di quella definitiva. A questo punto, ricordiamo anche che l’ultimo BTP Italia collocato dal Tesoro è quello a novembre 2023, con cedola dello 0,25%. Al momento in cui scriviamo, sul mercato obbligazionario telematico è quotato a 101.11, con durata residua di 5 anni e mezzo e rendimento a scadenza (lordo, senza inflazione) dello 0,045%.

Al fine di comprendere o meno la convenienza di tale investimento, rammentiamo anche che ad oggi l’inflazione implicita nel BTP Italia a novembre 2023 è di circa 80 punti base (è il differenziale con il rendimento di un analogo titolo di pari scadenza senza indicizzazione), con la conseguenza che l’inflazione media annua in Italia a 5 anni a mezzo sarà di circa lo 0,80% (almeno, secondo i mercati)! In sintesi, la scelta di investire in un BTP Italia 2023 piuttosto che in un BTP “normale” 2023 dipende proprio dall’andamento dell’inflazione: se è superiore allo 0,80%, il BTP indicizzato sarà più conveniente di quello non indicizzato. E il BTP Italia 2026?

Sempre mantenendo l’ipotesi di un’inflazione implicita dello 0,80% sul nuovo BTP Italia con durata di 8 anni, e individuando nell’1,60% il rendimento attuale di un BTP 2026 non indicizzato, ne deriva che gli 80 punti base di differenziale rappresentano la cedola fissa garantita che il BTP Italia a 8 anni ora in fase di emissione dovrebbe poter garantire per poter essere equiparato a analogo BTP Italia con pari scadenza, già sul mercato secondario.

Considerato che l’emittente sta per il momento garantendo una cedola dello 0,40%, ne deriva che c’è un differenziale di altri 40 punti tra quanto dovrebbe invece assicurare la cedola minima per poter essere equiparata alla visione di un BTP pari data senza indicizzazione. Se dunque la cedola definitiva sarà dello 0,40%, il BTP Italia 2026 rischia di partire con un potenziale deficit di rendimento non irrisorio.

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