PIR 2019 – Novità: cosa è cambiato con la riforma?

Pubblicato da: TommasoP - il: 04-04-2019 8:52 Aggiornato il: 01-08-2019 11:50

Sono tantissime le novità inerenti ai PIR 2019, per coloro che vogliono investire. E’ stato introdotto uno sbarramento minimo del 7% del patrimonio nell’AIM e in venture capital. Secondo quelle che sono le ultime indiscrezioni, possiamo procedere oltre cercando di analizzare le modifiche inerenti alla normativa presente all’interno della Legge di Bilancio 2019.

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PIR – novità 2019: cosa cambia con la riforma in arrivo?

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Le novità 2019 per i PIR, sono operative dal 1° Aprile 2019. Queste potrebbero essere in grado di bloccare in ampia parte le nuove sottoscrizioni dall’inizio dell’anno.

I Piani di Risparmio Individuale sono oggetto di alcuni emendamenti che sono inseriti all’interno della Legge di Bilancio 2019 e che per altro sono legate al il decreto attuativo (pronto per essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale).

Ma cosa prevede la nuova riforma?

Cosa cambia per i PIR e soprattutto quali sono le novità di questo settore che stanno per essere attuate?

Analizzando la nuova normativa è previsto che i PIR che sono stati istituiti dal 01/01/2019 debbano investire una percentuale complessiva del 7% sull’Aim e sul venture capital in equa parte.

Per altro, anche le società di investimento a capitale fisso (SICAF) diventano PIR compliant.

PIR 2019: novità e Legge di Bilancio. Cosa e come cambia?

I PIR sono stati introdotti per la prima volta con la Legge di Bilancio 2017; con la legge di Bilancio 2019 tantissime novità sono state poi introdotte. All’interno dell’art. 1 del testo di legge, i commi da 211 a 215 contengono nuove indicazioni sul fronte dell’organizzazione del paniere interno dei PIR dall’01/01/2019.

Ad oggi, anche se sarebbero dovute entrare in vigore dal 1° Aprile, non sono operative, per via del decreto attuativo ancora in attesa. Tra le modifiche che dovrebbero essere attuate ci sono i piani di risparmio a lungo termine (istituiti dalla legge 11 dicembre 2016 n. 232, all’interno dell’articolo 1 commi 100-114) costituiti a partire dal 1° gennaio 2019 dovranno seguire risalta il vincolo, per i PIR istituiti dal 01/01/2019, di:

  • Investire in fondi italiani di venture capital almeno il 3,5% del patrimonio;

  • Investire in azioni di PMI quotate nel segmento AIM di Borsa Italiana almeno il 3,5%. Le società quotate devono avere meno di 250 dipendenti e ricavi inferiori ai 50 milioni di euro.

Tutti gli esperti del settore sono propensi nel ritenere questi vincoli decisamente difficili da onorare per le Società di gestione del risparmio (Sgr).

Di fatto al momento non è possibile costituire dei nuovi PIR e come tale rimane attiva la possibilità di arricchire il capitale di investimento per coloro che sono già sottoscrittori di Piani Individuali di Risparmio che sono stati istituiti entro il 31/12/2018.

Quando verranno introdotte le novità 2019 in materia di PIR?

Secondo piccole indiscrezioni, le novità dovevano divenire operative dal 1° Aprile 2019 grazie al decreto, ma ancora oggi il Ministero non ha fatto sapere la pubblicazione della data del decreto attuativo. Secondo poi quanto previsto dal comma 215 del testo di legge, si ha tempo fino a 4 mesi dall’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2019:

Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti le modalità e i criteri per l’attuazione delle disposizioni di cui ai commi da 211 a 214.

Ricordiamo che i PIR sono piani individuali di risparmio a lungo termine costruiti per un investimento che prevede un orizzonte temporale abbastanza lungo.

L’agevolazione sul fronte della tassazione fiscale (uno dei vantaggi principali dello strumento) si possono ottenere solo dopo il 5° anno.

I piani di risparmio individuale (PIR) prevedono un regime di esenzione fiscale per tutti i redditi di capitale e i redditi diversi percepiti da persone fisiche residenti in Italia che però non svolgono attività d’impresa commerciale, derivanti dagli investimenti effettuati in piani di risparmio a lungo termine.

Sul fronte della loro composizione, la normativa prevede:

  • Almeno i due terzi dell’anno stesso, le somme o i valori destinati nel piano di risparmio a lungo termine devono essere investiti per almeno il 70 per cento del valore complessivo in strumenti finanziari, anche non negoziati nei mercati regolamentati o nei sistemi multilaterali di negoziazione, emessi o stipulati con imprese fiscalmente residenti in Italia o in Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’accordo sullo spazio economico europeo con stabili organizzazioni in Italia;
  • La predetta quota del 70% deve essere investita per almeno il 30 per cento del valore complessivo in strumenti finanziari di imprese diverse da quelle inserite nell’indice FTSE MIB di Borsa italiana o in indici equivalenti di altri mercati regolamentati.

Venture capital

Il venture capital è una forma di finanziamento che viene erogato nei confronti delle start up e delle piccole imprese che sono considerate e dotate di un grande potenziale di crescita. 

L’obiettivo del venture capital è quello di finanziare la società e allo stesso tempo farla crescere per poi ottenere un guadagno dalla vendita diretta dalla propria partecipazione o dalla vendita della quotazione in Borsa della stessa azienda.

AIM

Come specificato da Borsa Italiana, AIM Italia altro non è se non il mercato di Borsa Italiana dedicato alle PMI.

Lo possiamo definire un acceleratore dei progetti di crescita e di competitività delle piccole e medie imprese che rispondono a degli obiettivi delle società di raccolta:

  • capitale;
  • visibilità;
  • standing;
  • controllo dell’impresa.

Rendimenti PIR 2019 in crescita?

Anche se la fase di stallo per i PIR di nuova generazione, il mese di gennaio 2019 si è rivelato abbastanza positivo per tutto il settore.

In quell’occasione ha raggiunto circa 50 milioni di euro alla sua raccolta. Grazie anche al ritorno al segno più del mercato azionario italiano, gli stessi PIR hanno inaugurato l’anno in positivo.

Tra i piani che hanno fatto segnare un rialzo consistente, segnaliamo:

  • prodotti emessi da Axa – +12,1% per l’Axa Framlington Italy;
  • Amundi il 10% per l’Amundi Sviluppo Italia A e B;
  • Arca Azioni Italia +9,98%;
  • Eurizon Pir Italia Azionario con un +9,8%.

Piani individuali di risparmio: come investire?

Partendo dal fatto che i piani individuali di risparmio sono degli strumenti finanziari nati con lo scopo unico di favorire la crescita dell’economia italiana, essi devono investire in azioni e in obbligazioni delle piccole e medie imprese italiane per una percentuale maggiore.

Il pir è un investimento che comporta sconti fiscali sui proventi. Intendo dire che era prevista l’esenzione delle imposte sui guadagni, a patto che lo stesso PIR venisse conservato per cinque anni.

Da qui ne derivano però delle importanti conseguenze:

Mai scegliere un investimento pensando al fisco

In questo caso, se vuoi recuperare le minusvalenze devi scegliere degli investimenti irrazionali. I PIR sono infatti degli investimenti rischiosi e investire su di essi perpagare meno tasse è qualcosa di veramente assurdo.

Inoltre i PIR non sono in grado di comportare un beneficio fiscale in quanto sono soggetti a rischi che possono farti perdere tutto il capitale.

Sebbene vi sia un’ottimizzazione fiscale legata ad un portafoglio, essa viene dopo la valutazione della coerenza della strategia con gli obiettivi dell’investitore.

Mai scegliere i PIR perché di moda

Questo vale per tutti gli investimenti e non solo per i PIR; esso non deve essere considerato come una moda, un fattore sociale, ecc.

Tutti i giornali hanno parlato dei PIR analizzando solo i vantaggi come se si trattasse dell’investimento del secolo. In realtà invece sono più gli svantaggi dei vantaggi.

I PIR sono stati un investimento “cieco”

Cosa vuol dire?

Vuol dire che sono un esempio di investimento fatto nella completa assenza di una strategia. Mai investire in questo settore senza uno studio approfondito sulle reali opportunità.

Sarebbe bene solo lavorare a delle strategie e non buttarsi a capofitto in un prodotto solo perché va di moda.

Alternative all’investimento PIR

Si potrebbe optare per investire su azioni, tramite i CFD e le piattaforme di trading online.

In questo caso, si potrebbero seguire le previsioni trading online per il 2019 e puntare agli asset che meglio di altri potrebbero portare dei guadagni ottimi.

Si potrebbe optare per investire su azioni e sulla borsa, semplicemente scegliendo di farlo con il broker 24Option.

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TommasoP

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