Conti Dormienti: dal 15 dicembre i soldi andranno allo Stato

Pubblicato da: Luca M. - il: 05-12-2008 8:50

I conti dormienti sono un vero e proprio fiume di denaro nascosto che ora lo Stato vuole recuperare ed investire.

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Sono denominati dormienti tutti quei depositi, per la maggior parte dei casi di poche centinaia di euro, che non vengono toccati dai clienti da più di dieci anni e che il ministero del Tesoro ha deciso di risvegliare destinandoli ad alcuni fondi di beneficienza come ad esempio quello per le vittime dei crac bancari.

Secondo le ultime stime ufficiali la somma complessiva dei conti dormienti italiani raggiungerebbe una cifra davvero ragguardevole, ci sono infatti ben 1.071.590 di conti per un valore complessivo di oltre 798 milioni di euro.

Da dicembre si può consultare sul sito del dicastero l’elenco completo di tutti coloro che non hanno fatto sapere cosa intendono fare del proprio conto aperto in banca, alle Poste o presso società assicurative o di intermediazione mobiliare e che non viene movimentato e toccato da oltre 10 anni.

Se entro il 15 di dicembre 2008 gli interessati non si faranno vivi per reclamare i propri soldi questi saranno trasferiti automaticamente sul fondo depositi dormienti.

La condizione minima per avviare l’esproprio è non aver registrato nessun movimento volontario negli ultimi dieci anni sul conto e nemmeno tramite un estratto conto.

Sono escluse quindi tutte le movimentazioni automatiche quali l’addebito Rid e altre forme di pagamento effettuate da terzi, come l’accredito dello stipendio o della pensione.

Ma questi soldi non saranno definitivamente persi in quanto dopo il termine fissato, il titolare può comunque richiedere i suoi soldi rivolgendosi direttamente al ministero del Tesoro. E per farlo ha il cosidetto termine di prescrizione che dura dieci anni.

L’operazione conti dormienti era in realtà già partita il 17 febbraio scorso, quando gli istituti di credito avevano iniziato a censire i depositi, secondo quanto stabilito dalla Finanziaria 2006, e avevano iniziato ad avvisare i diretti interessati.

L’obbligo di invio della raccomandata ha riguardato, però, solo i conti con una somma superiore ai 100 euro. Passati i mesi di avviso, spetta ora al risparmiatore far uscire dal letargo il suo conto, altrimenti ci penserà il Tesoro.

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