Piazza Affari chiude in rialzo grazie ai bancari

Pubblicato da: Luca M. - il: 07-06-2008 7:33

La frenata del prezzo del petrolio e il rafforzamento del dollaro sullo yen e sull’euro pongono le premesse macroeconomiche per una seduta di rialzi su gran parte dei listini azionari. Anche se la tensione sul valore delle materie prime non è fugata, e il calo mattutino delle quotazioni del greggio, fin quasi a 125 dollari al barile, si è trasformato in un rialzo nelle battute finali in Europa, con scambi sopra i 127 dollari.A piazza Affari l’indice Mibtel ha aperto con guadagni frazionali spalmati su quasi tutti i settori quotati, fatta eccezione, appunto, per i petroliferi, battuti alla vigilia e su cui sono piovuti i realizzi. Il Mibtel ha proseguito rafforzandosi (complice l’apertura positiva di Wall Street, dove i titoli guida sono stati i tecnologici) e ha chiuso in rialzo dell’1,17%. Meglio ha fatto l’S&p/Mib che raggruppa i 40 principali valori, in aumento dell’1,39%.

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Milano si è comportata meglio degli altri mercati continentali, per la maggiore incidenza dei titoli finanziari, che sono stati tra i più raccolti. Per esempio Unicredit (+4%), indicata da JpMorgan come banca ideale dove investire in Italia, insieme al Banco Popolare (invariata). Sostenuta la rivale Intesa Sanpaolo (+2%), e pure la “terza forza” creditizia rappresentata da Monte dei Paschi (+3,1%), che ha perfezionato l’acquisizione di Antonveneta dal Santander per 9 miliardi di euro. Anche più netto l’exploit di Mediolanum, in rialzo del 5%. La domanda prevale anche sul fronte assicurativo: tra l’1% e il 3% i guadagni di Generali, Fondiaria-Sai (che beneficia anche dell’avvio del riacquisto di azioni proprie) e Unipol.

I telefonici sono allineati ai guadagni del listino. Forte movimento di ricopertura, invece, per Italcementi, che dopo due sedute difficili per via delle preoccupazioni del management sul viatico dell’esercizio 2008 è tornata a respirare, recuperando oltre il 3% in una giornata favorevole per tutto il comparto cementiero.

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