La finanza responsabile in Italia non decolla

Pubblicato da: Luca M. - il: 15-10-2009 0:53 Aggiornato il: 15-10-2009 0:54

finanza

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Finanza etica e aziende in Italia non si trovano.

Le società che investono nella responsabilità sociale d’impresa accedono ai capitali gestiti dai fondi specializzati che per statuto possono comprare azioni solo nelle società che rispondono agli stretti criteri di rispetto dell’ambiente, degli individui e i livelli minimi di trasparenza nella governance.

Secondo la società Vigeo, a livello mondiale i patrimoni gestiti con criteri “etici” valgono il 10% del mercato, riuscendo persino a crescere in questi due anni di crisi.

L’Italia è tristemente in controtendenza: l’adozione di codici etici e l’adeguamento alla legge non basta a mascherare i ritardi agli occhi degli investitori.

Michele Guerrieri, responsabile commerciale del leader di mercato Etica Sgr, ha spiegato come: “Per verificare la reale eticità delle imprese ci avvaliamo di una società specializzata inglese chiamata Eirs che monitora 2800 imprese e 78 Stati, i risultati poi vengono analizzati dal nostro comitato etico interno. Ci basiamo su 50 indicatori divisi in tre aree: ambiente, sociale e governance. L’adozione e l’efficacia di un codice etico influisce solo su tre di questi indicatori”.

Il risultato è che delle 300 aziende in cui Etica Sgr può investire solo 5 sono italiane e solo 1 Indesit è al momento nel paniere dei quattro fondi venduti.

Ma peccano di scarsa sensibilità anche gli investitori: la richiesta di fondi gestiti con criteri etici in Italia si contrae anche se i rendimenti sono migliori del resto del mercato. La domanda viene esclusivamente dal retail mentre sono assenti gli investitori istituzionali ossia banche e fondi pensione.

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