Italiani riducono acquisti domestici.

Pubblicato da: Luca M. - il: 19-09-2007 4:34 Aggiornato il: 04-11-2013 14:03

Secondo una analisi della Ismea – condotta su 9.000 famiglia – nei primi sette mesi del 2007 la spesa per gli acquisti domestici di prodotti agroalimentari ha fatto segnare, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, una contrazione dell’1,8% Nei primi sette mesi del 2007 la spesa per gli acquisti domestici di prodotti agroalimentari in Italia ha fatto segnare, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, una contrazione dell’1,8% dal lato dei volumi e una stabilità della spesa, in ragione di un aumento dei prezzi medi al consumo.

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A comunicarlo è l’Ismea sulla base delle rilevazioni effettuate nell’ambito dell’Osservatorio sui consumi domestici, realizzato in collaborazione con ACNielsen su un Panel di 9.000 famiglie italiane.
Le categorie che hanno registrato le riduzioni più marcate, in termini di quantitativi acquistati, sono le bevande alcoliche con -6,8% e i derivati dei cereali -3,3%, sui quali hanno pesato i minori acquisti delle famiglie italiane di pasta di semola con -4,8% rispetto al gennaio-luglio 2006 e di pane e prodotti similari -5,6%.

Di rilievo anche le diminuzioni dei volumi nei reparti oli e grassi -2,7% e ortofrutticoli -2,5%, con cali del 3,2% per la frutta fresca e dell’1,4% per gli ortaggi, a fronte di riduzioni dello 0,7% per i lattiero-caseari, dello 0,4% per i prodotti ittici e 0,1% per carne, salumi e uova.
Più in dettaglio, le rilevazioni Ismea-AcNielsen evidenziano contrazioni su base annua del 3% per il latte fresco, dello 0,7% per i formaggi, del 3,9% per le carni bovine e del 5,7% per quelle suine. Al contrario sono aumentati gli acquisti di carni avicole e uova, rispettivamente dell’8,1% e del 6,7% rispetto ai primi sette mesi del 2006.

La spesa, che per il totale agroalimentare si è attestata a 26,5 miliardi di euro, si è ridotta solo per gli aggregati bevande (-3% le alcoliche; -1% le analcoliche), zucchero, sale, caffè e tè (-1,3%) e ortofrutticoli (-3,1%). In crescita tutte le altre categorie, con aumenti più significativi per ittici (+1,7%), carni, salumi e uova (+1,7%) e oli e grassi (+1,3%).

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