Meglio obbligazioni a tasso fisso o variabile?

Pubblicato da: Luca M. - il: 21-09-2007 8:05

Sicuramente qualche mese fa esattamente tra giugno e luglio scorso sarebbe stato conveniente e il momento giusto per passare dalle obbligazioni a tasso variabile a quelle a tasso fisso. Soprattutto se per tasso fisso fosse stata considerata una scadenza superiore a 5 anni. Allora i tassi a breve a cui mediamente sono indicizzati i titoli a tasso variabile (coerentemente con il tasso di sconto) erano intorno al 4%, con i titoli decennale governativi arrivati ad un picco rispettivamente del  4,7% nell’area euro (i BTP al 4,9%) e del 5,25% nell’area dollaro. Il differenziale tra i due segmenti di curva, in uno scenario in cui l’inflazione nominale non sembrava una variabile così pericolosa stimando che la politica monetaria avrebbe contenuto in futuro la pressione sui prezzi, sembrava infatti abbastanza elevato.

Oggi, con la crisi finanziaria in essere, i rapporti tra i due segmenti della curva dei rendimenti si sono radicalmente invertiti, con il decennale sceso sotto il 4,4% negli Stati Uniti e intorno al 4,45% nell’area euro e il breve termine (entro 1 anno)  salito tra il 4,5 e il 5% in Europa per i ben noti problemi di liquidità. In conseguenza di tali movimenti, in un’ ottica di trading (con un orizzonte di alcuni mesi) forse converrebbe addirittura fare il contrario, e cioè monetizzare il recupero del reddito fisso per investire su titoli a tasso variabile che scontino tassi a breve superiori al tasso di sconto, il cui rendimento dovrebbe normalizzarsi in futuro. In un’ ottica di più lungo termine la risposta sta invece nell’andamento della congiuntura economica, che soprattutto negli Stati Uniti è in forte rallentamento. Se le previsioni dovessero quindi coincidere con uno scenario recessivo, allora l’idea di spostarsi sul lungo termine potrebbe avere senso, in quanto le banche centrali avvierebbero una politica monetaria sensibilmente più accomodante e i tassi di mercato potrebbero scendere, beneficiando maggiormente i titoli a reddito fisso rispetto a quelli a tasso variabile. Tuttavia, in attesa di avere maggiori certezze sull’andamento della congiuntura, non escluderemmo che a breve termine, il mercato vada addirittura a giocarsi il trade opposto, penalizzando cioè il reddito fisso e beneficiando il reddito variabile.

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Luca M.

Appassionato di Investimenti nel trading Online, Borsa, Trading Forex e Opzioni Binarie

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