Bce, tassi fermi al 4%: allarme su crescita prezzi

Pubblicato da: Luca M. - il: 08-10-2007 5:06

Il presidente Trichet ai governi: rispettate gli impegni!

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La Bce lascia i tassi invariati al 4%, e questo era previsto. Ma il presidente dell’istituto di Francoforte, Jean Claude Trichet, ieri a Vienna, si lascia per il futuro le mani libere, a fronte del duplice allarme sul fronte crescita e su quello dei prezzi. Per l’Eurotower, infatti, crescono sia i rischi di un rallentamento dell’economia, sia quelli della stabilità dei prezzi.

La vera novità è che per la prima volta la Bce non dice che la sua politica monetaria resta accomodante, formula che Trichet usava ormai da quasi due anni. Un omissione – che ha visto l�euro reagire con un netto ribasso, a un minimo di 1,4068 dollari, per poi risalire a 1,4150; al quale il numero uno di Francoforte non ha fatto seguire una chiara indicazione di rotta, evitando di schierare l’istituto in maniera troppo esplicita. Se avessimo voluto dire adeguato o neutrale l’avremmo detto, ma non l’abbiamo fatto. Per gli analisti, però, questo potrebbe essere l’inizio di un periodo di transizione, che dovrebbe passare da una politica monetaria rialzista e focalizzata soprattutto sull’inflazione, a una politica più preoccupata di contrastare il rallentamento della crescita economica.

Nel dettaglio, Trichet ha assicurato che il suo scenario di base non è cambiato e che dunque nel lungo periodo il trend della crescita economica dell�eurozona rimarrà sostenuto (sostenuto nella seconda met� del 2007 e intorno al potenziale di periodo per il 2008), ma ha ammesso che le incertezze sono aumentate, a causa della crisi dei mutui e delle turbolenze finanziarie, di cui è difficile prevedere la durata. A fronte del potenziale impatto dell’accresciuta volatilità dei mercati finanziari – ha spiegato – e del riprezzamento dei rischi sull’economia reale, l’incertezza sulle favorevoli previsioni per la crescita sono aumentate. E a causa di ciò, i rischi sulle previsioni di crescita sono al ribasso.

Sul supereuro, salito nei giorni scorsi al nuovo record storico di 1,4280 dollari, il guru di Francoforte sostiene che è molto importante mantenere una posizione unitaria nell’area euro e che, in questi casi, la miglior cosa da fare è quella di rispettare la disciplina verbale, cioè parlarne poco e con competenza. Quanto ancora ai tassi, Trichet ha evitato ancora una volta di usare la formula di una forte vigilanza sulla stabilità monetaria, preferendole quella di monitoreremo molto da vicino la situazione. Preferisce quindi di impegnarsi nel breve periodo e mantiene la posizione di aspettiamo e vediamo, anche se stavolta chiarisce che la Bce è pronta ad agire per mantenere la stabilità dei prezzi (l’inflazione di Eurolandia è balzata al 2,1% a settembre, è prevista ben sopra il 2% nel resto dell�anno e all’inizio del 2008, che si chiuderà in media al 2%, tenendo conto del petrolio sugli 80 dollari). In ogni caso, ha aggiunto Trichet, non usare il termine accomodante non vuol dire che non potremmo aumentare, comunque, i tassi di interesse. Secondo Aurelio Maccario di Unicredit Group, la Bce ha le mani legate e non toccherà i tassi per i prossimi trimestri nella chiara speranza che riemergano le condizioni per una stretta nel corso del 2008. Fino ad allora possono solo aspettare e sperare.

A livello di politiche di bilancio dei governi dell’eurozona, infine, Trichet si è detto sempre più preoccupato del fatto che si indeboliscono gli sforzi volti al consolidamento strutturale e ci sono ritardi nel varare iniziative coraggiose per contrastare gli squilibri di bilancio. Da qui, l’appello ai governi a rispettare gli impegni presi nel quadro del patto di stabilità e di crescita.

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Luca M.

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