A ottobre l’inflazione torna a correre colpa di pane, pasta e benzina

Pubblicato da: Luca M. - il: 08-11-2007 4:34 Aggiornato il: 12-09-2013 14:12

Fiammata dell’inflazione nel mese di ottobre. Lo ha comunicato l’Istat, precisando che il costo della vita ha registrato una variazione pari a +2,1% annuale. Il tasso di variazione mensile corrisponde a +0,4%. Le stime provvisorie dell’Istat indicano quindi il tasso di crescita tendenziale più alto dal settembre 2006 e congiunturale più alto dal luglio 2005. Per quanto riguarda l’indice armonizzato, l’inflazione è salita del 2,3% su base annua e dello 0,8% su base mensile. Il dato acquisito ad ottobre è adesso pari ad un +1,8%.Pesano energia e alimentari.

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Il netto balzo in avanti dell’inflazione, spiegano i tecnici dell’Istat, è dovuto in misura significativa alla ripresa dei prezzi energetici e all’accelerazione del costo dei prodotti alimentari. Il comparto dell’energia ha infatti fatto segnare un +1,1% congiunturale e un +2,9% tendenziale, mentre negli alimentari l’aumento è stato del +3,4% contro il +2,9% tendenziale di settembre. Al netto dell’energia e degli alimentari non lavorati il tasso di inflazione a ottobre è pari a +1,9%.

Il record di polli e gasolio. Entrando nel dettagli dei singoli prodotti, l’Istat segnala il balzo in avanti della benzina (+6,9% sull’anno) e del gasolio per autotrazione (+7,2%). Nel comparto alimentare i rialzi maggiori arrivano dal settore dei pani e cereali (+6%) con il prezzo del pane (su cui indagano sia la magistratura ordinaria, ipotizzando il reato di “manovre speculative sulle merci”, che l’Antitrust) in crescita del 10% e quello della pasta del 6,5%. Ma anche altri generi hanno fatto sentire il loro peso sull’indice dei prezzi di ottobre: ad esempio il latte (+5,3%), il pollame (+7,3%) e la frutta (+5,4%).

In discesa solo le tlc. Su base tendenziale l’unica variazione negativa arriva invece dalle comunicazioni con un -9,9% legato al calo del 15,5% delle tariffe di telefonia mobile ed a quello del 17,5% degli apparecchi telefonici. Su base congiunturale i cali arrivano, oltre che dalle comunicazioni, anche dai servizi sanitari i cui prezzi sono in discesa dello 0,2% grazie soprattutto al -0,6% fatto segnare dai medicinali.

Posti di lavoro. Nel bollettino di oggi l’Istat fornisce gli ultimi dati anche sull’occupazione e le retribuzioni. Ad agosto nelle grandi imprese l’occupazione è cresciuta dello 0,4% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, con una variazione congiunturale nulla.

In crescita invece l’occupazione nei servizi, con un +1% rispetto ad agosto 2006 ed un +0,1% rispetto a luglio 2007 (rispettivamente +1,1% e +0,1% al netto della cassa integrazione).

Per quanto riguarda le retribuzioni, nello stesso periodo sono salite del 3,3% nell’industria e dello 0,9% nei servizi.

Stipendi. Nel periodo gennaio-agosto, rileva l’Istat, si è registrato un andamento simile fra retribuzioni e costo del lavoro medio per dipendente dell’industria, in crescita del 3% da inizio anno, e fra retribuzioni e costo del lavoro nei servizi, salito dell’1%. Le retribuzioni nello stesso periodo sono salite del 3,1% nell’industria e dello 0,9% nei servizi.

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Luca M.

Appassionato di Investimenti nel trading Online, Borsa, Trading Forex e Opzioni Binarie

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