Draghi accusa: Fondi Comuni gestiti male

Pubblicato da: Luca M. - il: 09-11-2007 10:05 Aggiornato il: 12-09-2013 12:21

Mario Draghi ode qualche scricchiolio di troppo dalle tre tradizionali casseforti del risparmio familiare italiano quali casa, conto corrente bancario fondi comuni d’investimento. L’incidenza delle sofferenze sui mutui immobiliari incomincia a mostrare segnali di deterioramento.

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La spesa media per la tenuta di un conto in banca è di 130 euro l’anno, e dev’essere ancora ridotta.

I fondi comuni mostrano da tempo andamenti insoddisfacenti.Nella giornata dedicata al risparmio, il governatore di Bank Italia analizza con freddezza le conseguenze della turbolenza finanziaria internazionale sul sistema creditizio e sul portafoglio degli italiani. Ma non soltanto. Draghi dedica, in chiusura del suo intervento, un lungo capitolo all’andamento insoddisfacente dei fondi comuni, ricordando che dal 2002 al 2006 il patrimonio dei fondi europei è aumentato del 76% contro il 31% di quelli collocati in Italia, meno della metà.

I fondi aperti di diritto italiano sono diminuiti dell’8%, un calo non compensato dalla crescita quasi azzerata dei fondi esteri gestiti da gruppi italiani. In crescita solo i fondi speculativi, e quelli offerti in Italia da gestori esteri. Il governatore sa bene, e lo rimarca, che gli esteri godono di forti vantaggi fiscali, da eliminare prontamente.

Ma i gestori italiani, aggiunge, devono riflettere sul fatto che la qualità delle gestioni non di rado è insoddisfacente rispetto ai costi.

Draghi individua nello strettissimo legame tra fabbriche di prodotto e reti distributive bancarie un ostacolo da superare con rapidità.

Secondo Draghi “Non ci sono ragioni perché l’industria italiana del risparmio gestito non possa svolgere un ruolo importante nel mercato europeo. La materia prima, cioè il risparmio, non manca”. Draghi sollecita perciò un cambiamento, con la presenza di una maggioranza di consiglieri indipendenti negli organi decisionali. Quanto ai conti correnti, il governatore ritiene ancora troppo elevato il costo medio annuo di tenuta di 130 euro con picchi di 218 euro nel 25% dei casi.

Inoltre, il cliente non sempre sceglie il tipo di conto più conveniente, e perciò le banche devono migliorare informazione e trasparenza. Il calo medio di 40 euro in un anno, fa eco il presidente dell’Antitrust Antonio Catricalà “è incoraggiante ma non sufficiente”.

Giovanni Bazoli, presidente di Intesa-Sanpaolo, Giovanni Bazoli, si riconosce perfettamente nelle parole di Draghi. E il presidente dell’Abi, Corrado Faissola, ricorda che fiducia e trasparenza sono la mission che il sistema sta perseguendo.

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