Crisi Mutui affonda il Credit Suisse, svalutazione record di 2,85 miliardi di dollari

Pubblicato da: Luca M. - il: 21-02-2008 12:37 Aggiornato il: 07-04-2016 11:24

Il trading online selvaggio ha colpito un altra Banca. Dopo Société Générale è toccata la stessa sorte al Crédit Suisse. La Banca Svizzera ha annunciato una svalutazione di ben 2,85 miliardi di dollari sul valore di strumenti finanziari legati ai mutui ad alto rischio. E nel contempo ha sospeso un gruppo di trader, rei di aver commesso errori di valutazione su quei “commercial paper”. Il risultato è il collasso in Borsa delle azioni e titoli legati al Crédit Suisse con -6,61% alla Borsa di Zurigo. A causa delle rettifiche i profitti del primo trimestre saranno alleggeriti di almeno un miliardo di euro. Inoltre l’istituto perde l’aura dorata di chi finora, al contrario della consorella elvetica Ubs, era passato pressoché indenne attraverso lo tsunami dei mutui subprime. Ma soprattutto il Credit Suisse deve fare i conti con il pesante danno d’immagine. Dopotutto, proprio come fu per SocGen, di mezzo ci sono ancora loro, i trader. L’amministratore delegato della banca, Brady Dougan, parla di  pochi operatori, subito sospesi dal servizio, ma ancora stipendiati dalla banca, almeno fino a quando gli accertamenti saranno in corso. Per ora il Crédit Suisse cerca di sminuire sui responsabili della vicenda, parla di errori sulla prezzatura di alcuni strumenti legati al mercato immobiliare americano. I trader non avrebbero adeguato con la dovuta prontezza il valore dei titoli in portafoglio con il saliscendi dei mercati. In sostanza il portafoglio risultava sopravvalutato, i bilanci sfasati, tanto che dovranno con tutta probabilità essere rivisti anche i conti per l’anno 2007.

Secondo l’istituto di credito svizzero i normali controlli periodici interni alla banca avrebbero portato l’errore allo scoperto, con la conseguente svalutazione. C’è però anche una lettura diversa, rilanciata ieri da una nota di Bear Stearns, in cui si spiega come Kpmg, in qualità di revisore di Credit Suisse, abbia scoperto gli errori nelle valutazioni degli strumenti finanziari e, proprio per questo, si sia rifiutata di dare il proprio “nulla osta” ad una emissione obbligazionaria subordinata da 2 miliardi di dollari, con scadenza 2018.

Il mercato, preso alla sprovvista, capisce subito che la cosa è seria e che come ha spiegato un analista alla Reuters “è un disastro, potrebbe essere solo la punta di un iceberg”. A Zurigo il titolo va in tensione, arriva a perdere il 10%, quindi si assesta a un -6,61%, 53 franchi svizzeri. Un prezzo da saldo, che potrebbe convincere il fondo sovrano del Qatar ad incrementare le posizioni prese nelle scorse settimane. Ma si è accesa una nuova spia rossa nel mondo bancario, non per nulla l’indice di rischio per il settore, relativo all’andamento dei “credit default swap”, ha segnato un nuovo record.

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Luca M.

Appassionato di Investimenti nel trading Online, Borsa, Trading Forex e Opzioni Binarie

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