Come guadagnare dalla rivalutazione e vendita dei terreni

Pubblicato da: Luca M. - il: 13-04-2008 14:34

Ritorna la nuova serie del programma rivalutiamo i terreni proposta, ancora una volta, dal Fisco a chi possiede terreni agricoli o edificabili che pensa di vendere a breve. Dopo il debutto del 2002 e diverse proroghe annuali, infatti, la Finanziaria 2008 consente nuovamente ai privati cittadini di aggiornare il valore fiscale dei terreni posseduti al 1°gennaio 2008. In particolare, quando si calcolerà la plusvalenza, cioè il guadagno tassabile, anziché il costo di acquisto, si potrà considerare il valore di mercato al 1° gennaio 2008 determinato con apposita perizia di stima. Sul nuovo valore di perizia, e non sulla differenza tra costo di acquisto e valore di perizia, si deve pagare entro il 30 giugno 2008, anche a rate, un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi pari al 4%. La perizia deve essere redatta, sempre entro il 30 giugno 2008, da ingegneri, architetti, geometri, ecc. e la spesa sostenuta può essere portata in aumento del valore di acquisto del terreno.La rivalutazione inciderà sulla determinazione della plusvalenza realizzata mediante la vendita di: 1) terreni lottizzati o resi edificabili con l’esecuzione di specifiche opere; 2) terreni agricoli, acquistati da meno di cinque anni, (esclusi quelli acquisiti per successione la cui cessione non genera plusvalenza tassabile); 3) terreni edificabili.

La plusvalenza, normalmente è data dalla differenza tra il prezzo di vendita ed il costo di acquisto, aumentato di ogni spesa inerente. Chi si avvale della rivalutazione potrà determinare la plusvalenza tassabile considerando come costo fiscalmente riconosciuto non il valore di acquisto, ma quello risultante dalla perizia di stima.

La rivalutazione, dunque, può essere vantaggiosa quando si ha in programma la vendita di un terreno e serve a ridurre l’Irpef dovuta sull’eventuale plusvalenza realizzata. Non dimentichiamo, però, che il “guadagno” derivante dalla vendita di terreni agricoli può essere tassato con un’imposta sostitutiva del 20% (in alternativa alla normale tassazione in dichiarazione dei redditi) facendone espressa richiesta al notaio che segue la compravendita. Questa possibilità potrebbe, dunque, rendere meno conveniente la rivalutazione del terreno agricolo, visto che per “l’aggiornamento”, si deve versare il 4% sull’intero valore del terreno stesso. Solo in presenza di plusvalenze molto consistenti, oppure se viene venduto un terreno edificabile (per il quale non si può applicare l’imposta sostitutiva dal notaio) il ricorso al 4% potrebbe essere conveniente.

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Luca M.

Appassionato di Investimenti nel trading Online, Borsa, Trading Forex e Opzioni Binarie

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