Tirrenia: naufraga la trattiva per la cassa integrazione

Pubblicato da: MatteoT - il: 06-01-2011 9:27

Durante le trattative al tavolo ministeriale sulla vicenda Tirrenia si alza una fumata nera: lo sciopero di 24 ore proclamato per il 14 gennaio è confermato visto che: “Non si è arrivati a nessun accordo – informa una nota della Filt Cgil – in quanto la Tirrenia ha ribadito le motivazioni unilaterali di ricorso alla cassa integrazione, contenute nell’avvio della procedura, confermando la sospensione della linea Bari-Durazzo”.

“A nostra volta – sottolinea la Federazione dei Trasporti della Cgil – ribadiamo la contrarietà al ricorso alla cassa integrazione che di fatto predetermina degli esuberi, lo scorporo di un’importante linea di navigazione e la disparità di trattamento tra i lavoratori. Nel riconfermare lo sciopero – sottolinea infine la Filt – respingiamo le motivazioni della richiesta di cassa integrazione che violano gli accordi tra governo e sindacati”. La Filt chiede nuovamente la convocazione urgente di un incontro presso la presidenza del consiglio, mentre anche la Uilt annuncia nuove forme di lotta oltre alla conferma dello sciopero.

“Non c’era nessuna volontà di pervenire all’accordo”, denuncia il segretario della Uil trasporti, Giuseppe Caronia, secondo il quale “il prevedibile inasprimento del contenzioso con i lavoratori” è una “scelta ponderata e strategicamente funzionale a pervenire al fallimento della società a tutto vantaggio di pochi e a totale danno dei lavoratori e del Paese”.

Caronia accusa il commissario straordinario Giancarlo D’Andrea e parla di clamoroso dietro-front rispetto a quanto detto ieri circa il “limitatissimo” numero di lavoratori che sarebbero stati interessati dalla cigs (100 contro i 722 precedentemente previsti nell’ipotesi respinta dai sindacati): “Con l’annuncio della soppressione della linea Bari-Durazzo, a suo dire improduttiva – dice Caronia – , smentisce clamorosamente se stesso non solo rispetto ai suoi precedenti affidamenti circa il rinvio della decisione sulla chiusura di questa linea, ma in modo del tutto evidente anche rispetto al numero dei lavoratori che inevitabilmente più numerosi andranno in cassa integrazione”.

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