Italia: 3 contribuenti su 4 evadono il Fisco

Pubblicato da: Luca M. - il: 05-11-2010 4:04 Aggiornato il: 10-12-2010 3:10

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Contribuenti.it ha elaborato i risultati riguardo lo stato di salute del fisco nel nostro paese e i dati sono pressocchè allarmanti: le stime, monitorate dall’associazione e dallo sportello del contribuente, dicono chiaramente che 3 contribuenti su 4 non sono in regola col Fisco.
Stando ai dati parecchi contribuenti non rispettano le richieste dell’Amministrazione Finanziaria e del redditometro, un nuovo strumento introdotto con la Manovra, che passa al vaglio le spese dei contribuenti per verificarne l’idoneità con il reddito dichiarato.

I dati dicono che il 74,6% dei contribuenti non rispettano le pretese del Fisco in riferimento all’anno 2008, mentre le stime per il 2010 dicono che la percentuale è destinata a crescere fin sopra l’83% (ricordiamo che nei primi 9 mesi del 2010 c’è stata una crescita sostanziale dell’evasione fiscale in Italia del 9,2% e questo dato ci fa “guadagnare” il primato europeo sull’evasione fiscale considerando inoltre che 156 miliardi annuali è la somma delle evasioni individuali. Dietro il bel paese troviamo Romania, Bulgaria ed Estonia con rispettivamente 42,3%, 39,8% e 38,3% di reddito imponibile non dichiarato).

L’Associazione cerca di tracciare l’evasore tipo italiano e la percentuale di evasori calcolata in base all’area geografica. Secondo loro quello che evade di più è l’industriale, seguito dall’assicuratore, dal commerciante, dall’artigiano, dal professionista e dal lavoratore dipendente. Il 29,4% evade nel Nord Ovest del paese, il 24,5 al sud, il 23,3 al centro e il 22,9 nel nord est del paese.

L’impennata dell’evasione fiscale in Italia e i dati allarmanti non sarebbero soltanto colpe dei contribuenti ma anche lo Stato fa la sua parte. Questo è il pensiero del presidente di contribuenti.it Vittorio Carlomagno, che spiega che per combattere l’evasione fiscale nel nostro paese bisogna ridurre di almeno 5 punti le aliquote fiscali, riformare il fisco, ridurre o meglio eliminare del tutto lo spreco di denaro pubblico e migliorare la qualità dei servizi pubblici. Sempre secondo Carlomagno bisogna gettarsi alle spalle e dimenticare gli scudi fiscali e i condoni che non hanno fatto altro che arricchire ancora di più gli evasori e premiare l’amministrazione finanziaria (quindi il personale) ogni qual volta recuperano, da parte delle imprese, imponibile sottratto al fisco.

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