Saras, altro anno in rosso ma Moratti confida nel gasolio

Pubblicato da: MatteoT - il: 01-03-2011 7:00 Aggiornato il: 27-02-2011 15:20

La società controllata dalla famiglia Moratti, leader in Europa per la raffinazione di idrocarburi, la Saras, ha chiuso per il secondo anno il bilancio in rosso. I ricavi del gruppo sono cresciuti del 62% a quota 8.615 milioni di euro, ma l’Ebitda è sceso del 35% attestandosi a 223,5 milioni.

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Ancora più distanti i risultati netti di gruppo: il valore “reported” è in rosso per 9,5 milioni (era stato positivo per 72,6 nel 2009) mentre il risultato netto “adjusted” di gruppo è in rosso di 43,9 milioni, ma in miglioramento (del 19%) rispetto ai 54,5 milioni del 2009.

Le differenze – spiega nella nota la società – dipendono dalla metodologia usata per valutare gli inventari (Fifo o Lifo). E, inoltre, sempre per rendere più attinente la fotografia dei conti, sono state tolte le poste non ricorrenti e le variazioni del “fair value” degli strumenti derivati: le voci così esposte vengono definite “comparable” e “adjusted” e non sono soggette a revisione contabile. Infine la posizione finanziaria netta: al 31 dicembre 2010 era negativa per 560 milioni, in miglioramento rispetto ai 644 del settembre 2010 e sostanzialmente in linea con il dato di fine anno 2009.

Guardando al 2011, il presidente della società, Gian Marco Moratti, ha dichiarato che “con il diesel da autotrazione proiettato a riconfermarsi come il prodotto petrolifero con i margini più elevati, e l’olio combustibile ad alto zolfo in progressivo indebolimento, le raffinerie complesse come quella del gruppo Saras sono posizionate idealmente per riaffermare il loro ruolo dominante. Naturalmente, Saras – ha concluso – segue con attenzione la situazione contingente nel Nord Africa, ed è pronta ad adeguarsi all’evoluzione della stessa, grazie alla propria flessibilità”.

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