Rendimento: tutte le nozioni da sapere

Pubblicato da: MatteoT - il: 24-07-2011 8:00 Aggiornato il: 10-07-2011 11:58

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Le principali fonti di aleatorietà del rendimento ottenibile su una obbligazione a tasso fisso da un investitore non esposto a rischio valutario sono il rischio di tasso e il rischio di insolvenza.
Il problema principale per le obbligazioni è a quale nozione di rendimento si fa riferimento.

La prima nozione di rendimento delle obbligazioni è quella di rendimento alla scadenza (yield-to-return), ovvero quel tasso che, impiegato nella formula del valore attuale netto, rende uguale il valore dei pagamenti futuri del titolo obbligazionario al prezzo di mercato.
Se si sta parlando di un titolo emesso dal tesoro di un solido stato sovrano il rendimento alla scadenza dell’obbligazione esprime il rendimento che effettivamente l’investitore otterrà se deterrà il titolo di stato fino alla scadenza; se invece si parla di un titolo emesso da un’impresa o da uno stato instabile è necessario considerare anche la possibilità di insolvenza.

Di fronte all’aleatorietà dei rendimenti che in futuro si potranno ottenere, diventa importante anche per le obbligazioni, esattamente come per le azioni, la nozione di rendimento atteso.
Si noti che il rendimento ex-post che si può ottenere su una normale obbligazione, che paga solo interessi e capitale, non può essere superiore al rendimento a scadenza, il quale è quindi il massimo rendimento ottenibile.
Il rendimento atteso su un obbligazione è perciò sempre non superiore al suo rendimento a scadenza; è pari al rendimento a scadenza per un’obbligazione priva di rischio di insolvenza, inferiore per un’obbligazione con rischio di insolvenza.

Per valutare assume rilievo la nozione di costo del capitale, che è la media ponderata del costo del capitale azionario e del costo del debito.
L’uso del rendimento a scadenza considerato sinonimo di rendimento atteso, è accettabile solo nel caso di debito privo di rischio o scarsamente rischioso.

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MatteoT

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