Break even point: cos’è e come si calcola

Pubblicato da: Massimiliano - il: 05-10-2013 7:24 Aggiornato il: 05-10-2013 7:27

Quando parliamo di break even point, ci stiamo riferendo a quel termine che in finanza viene usato per individuare quello che è il punteggio, ovvero quel punto che va ad indicare la linea di confine che c’è tra la perdita e il profitto.

Facciamo un esempio molto veloce e molto pratico e supponiamo di acquistare delle azioni per un valore pari a 10 euro, con il solo scopo di speculare sul prezzo; in questo caso il punto di pareggio è rappresentato proprio dai 10 euro spesi. Infatti, se le azioni saliranno sopra i 10 euro, allora ci sarà un guadagno, altrimenti se scenderanno al di sotto, si registrerà una perdita.

E’ importante sottolineare che il breakeven point per le opzioni, non è sicuramente lo strike price, ovverto il prezzo nell’ipotesi di esercizio del diritto. A questo, quindi, va sommato e poi sottratto, a seconda che si tratti di opzione Call o Put, il premio pagato, ovvero il denaro per l’acquisto dell’opzione stessa. E’ chiaro che questo discorso va fatto solo per chi acquista e non per chi vende, perchè l’unico guadagno in questo caso, è dato dal premio pagato da chi acquista l’opzione.

Un esempio veloce

breakevenAndiamo a fare un altro esempio per capire bene quello che abbiamo detto. Supponiamo di comprare una opzione Call su 100 azioni Mondadori, in previsione rialzista. Il premio di questa opzione è pari a 0,50 centesimi per ogni azione, mentre la quotazine attuale per ogni azione è pari a 20 euro, e lo strike price è di 22 euro. Come facciamo a capire quel’è il punto di pareggio? Per fare questo dobbiamo fare qualche calcolo veloce. Poniamo il caso il titolo arriva a 26 euro, si realizza un profitto, quindi grazie all’opzione è possibile acquistare il titolo a 22 euro. E’ chiaro che si inizierà a guadagnare solo dopo i 22,50 euro, questo perchè vi è un premio pagato per l’opzione. In questo caso 22,50 euro è il break-even point, e sopra questa soglia l’opzione va ad aumentare quello che è il suo valore, e questo perchè aumenta il valore del suo sottostante, ovvero l’azione stessa. In poche parole, la formula per determinare il punto di pareggio vede la somma tra lo strike price, e il premio pagato per l’opzione.

Il prezzo dell’opzione e l’influenza delle diverse variabili

E’ importante evidenziare che il prezzo dell’opzione è influenzato da diverse variabili, e tra queste quelle che incidono di più sono sicuramente il fattore tempo e la volatilità. E’ probabile, quindi, che nel punto di pareggio l’opzione sia già aumentata di valore; quindi vendendola riusciremo a guadagnarci immediatamente. Il calcolo rimane molto reale, ma non proprio precisissimo, ed è per questo che per riuscire a conoscere in maniera molto precisa il breakeven point, ci si può avvalere di software specifici. Analizziamo invece il caso in cui andiamo a comprare un’azione Put. Qui, per fare un guadagno, bisogna solo aspettarsi che il mercato sia ribassista. In quel caso per calcolare il breakeven point di una opzione Put; bisogna fare la differenza tra strike price e premio.

I limiti dell’analisi del break-even point

Breakeven point 1Per concludere possiamo comunque dire che il break even point presenta alcuni limiti ben evidenti, che sicuramente vanno a minare quella che è la sua efficacia analitica. Andando a vedere nello specifico, ci accorgiamo come il breakeven point è senza dubbio un’analisi statica e non sicuramente dinamica. Questo perchè non prende in considerazione, i flussi di cassa, e perchè i costi e i ricavi non variano in maniera lineare. I costi variabili, infatti, variano al cariare di quelle che sono le quantità ridotte. E

‘ importante, però, specificare che il costo variabile non è sicuramente una curva lineare. Il discorso è facile da comprendere facendo un esempio molto veloce. Se, infatti, ci rechiamo da un fornitore e gli chiediamo 100 unità di un prodotto, questi ci applicherà un determinato prezzo di vendita. Nel caso, invece, il numero salisse fino a 1000, il prezzo di vendita sicuramente subirà un forte sconto, visto il numero maggiore di prodotti acquistato.

Dunque, il break even point, non tiene in considerazione quello che è il gioco delle rimanenze. Questo perchè prende in considerazione che ciò che viene prodotto, viene anche venduto; ma questa cosa non accade regolarmente nelle aziende di produzione che ovviamente presentano delle rimanenze. Anche la distinzione tra costi fissi e variabili non è sicuramente facile da fare, e questo perchè ci sono dei costi come quello del lavoro, che spesso è considerato come un costo fisso; ma che però nel tempo diventa variabile, visto che è soggetto a tante situazioni esterne, una su tutte le contrattazioni sindacali.

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