Goldman Sachs – investimenti 2019: analisi e strategie

Pubblicato da: TommasoP - il: 03-01-2019 17:51

Goldman Sach ha emanato per il prossimo anno alcuni punti fondamentali da seguire adatti a tutti i trader che vogliono investire su di un determinato mercato. Lo ha fatto anche dispensandone opinioni, analisi e consigli.

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Si tratta di informazioni come vedremo che ben si adattano a tutti i trader e agli investitori che vogliono investire e ottenere un guadagnare, nonostante le diverse turbolenze che colpiranno i mercati nel 2019.

Goldman Sachs ha espresso il suo parere in merito al comportamento che il mercato degli investimenti terrà nel 2019. Esso offre numerosi e generosi consigli in merito proprio alle migliori iniziative da prendere e alle tendenze da seguire.

>>Approfondimento: Come investire e fare soldi sul mercato azionario? Analisi e considerazioni Morgan Stanley

La banca ha infatti proposto delle soluzioni che non sono per nulla scontate. Queste, in misura parziale, vanno contro alcune indicazioni che erano state date per buone nel 2018.

Il motivo? Semplicemente perché sta cambiando lo scenario degli investimenti. Esso si considera in evoluzione ma non per questo si deve intendere un’evoluzione positiva. Ecco quindi lo scopo di questa guida; analizzare e fare un sunto delle corpose analisi di Goldman Sachs riportando alcuni importanti consigli che ha fornito agli investitori e agli attori economici.

goldmansachs

Goldman Sachs – investimenti 2019

Analisi e consigli d’investimento 2019

Perché scegliere ed analizzare quanto afferma Goldman Sachs?

Abbiamo deciso di prendere in considerazione questa banca, perché consideriamo Goldman Sachs uno degli istituti che a vario titolo si occupano di investimenti. Si tratta di uno dei nomi che si sente menzionare più spesso. In pratica essa è definita come una delle maggiori banche d’affari di fama internazionale a livello mondiale. Molti la considerano come l’unica in grado di attrarre policy maker di levatura internazionale come ad esempio:

  • Mario Monti;
  • Mario Draghi;
  • José Barroso, ecc.

Goldman Sachs si occupa essenzialmente di:

  • Investment banking;
  • Lending;
  • Asset management;
  • Capital markets.

La banca in oggetto si rivolge soprattutto agli investitori istituzionali. Essa vanta poi un efficiente e ben strutturato dipartimento di ricerca. Questo si dice specializzato nelle analisi e nelle previsioni (forecast).

È proprio questo dipartimento che di recente ha emesso un interessante paper nel quale viene disegnato uno scenario (quasi realistico) del 2019. È sempre essa a fornire indicazioni specifiche agli interessati.

>>Leggi anche: Goldman Sachs lancia nuove obbligazioni a tasso misto in euro

Goldman Sachs: analisi e consigli 2019

Goldman Sachs - investimenti 2019: Analisi e strategie

Goldman Sachs – Analisi e strategie

Secondo quanto riportato dall’ultimo paper di Goldman Sachs, questo si rivolge alla totalità degli investitori, compresi quelli retail. Si tratta di consigli e di opinioni inerenti attente analisi dell’anno appena concluso e che come tale procedono ad una previsione realistica circa il 2019.

Per molti il 2019 viene etichettato come un anno molto incerto ed allo stesso tempo molto complesso. In pratica la visione di Goldman Sachs è in chiaroscuro ma indica nonostante tutto delle ottime occasioni di profitto in quanto si dice capace di guardare ai mercati con una certa lungimiranza. Allo stesso tempo, si precisa che mai nulla deve essere dato per scontato.

Mercati ed economie emergenti: cosa ne pensa Goldman Sachs?

Non sempre investire nei mercati emergenti è la soluzione migliore. Queste economie oggi sono alle prese con diversi problemi. Tra questi segnaliamo crescita più bassa del previsto e conseguente elevata inflazione.

>>Approfondimento: Obbligazioni emergenti, come andare a caccia di buone opportunità

Molte preoccupazioni sono legate non tanto all’inflazione (che ormai non fa più notizia considerando ad esempio i dati del Brasile che fanno registrare +6% annuo), quanto invece dalle performance dell’economia reale.

Nello specifico Goldman Sachs afferma che la maggior parte dei campanelli di allarme derivano dalla Cina, la quale fa segnare indici PMI pericolosamente vicini al 50 (limite da recessione ed espansione). Qui la produzione industriale è in crescita ma non come ci si aspettava. Essa fa segnare un ritmo più lento di quanto auspicato. La domanda che ci si pone è proprio questa:

  • I problemi (lato emergenti) renderanno i loro asset più rischiosi?

Goldman Sachs afferma che la differenza (per i prossimi 12 mesi) potrebbe non essere così ampia. È la stessa banca a non raccomandare liquidità, ma a puntare solo su asset class di qualità, che possono per altro essere legati anche ad economie emergenti. Il tutto servirebbe ad attutire un aumento (generalizzato a dire il vero) delle probabilità di rischio.

Goldman Sachs: titoli di Stato americani

Verità molto conosciuta in ambito economico. La conoscono soprattutto gli investitori ed ignorata molto spesso dalla massa.

I titoli di Stato americani, i famosi Treasury Bond, hanno infatti un interesse mediamente elevato. Questi hanno un rendimento alto che possiamo paragonarlo quasi a quello italiano. In alcuni casi è anche successo che questo sia stato superato.

Goldman Sachs si aspetta quindi un ulteriore aumento! Questo dovrebbe portare i rendimenti dei titoli americani fino al 3,50%. Nella migliore delle ipotesi (o peggiore) il rendimento si attesterà intorno al 2,50-2,75%. Uno scenario che secondo Goldman Sachs, si potrebbe venire a verificare solo nel caso in cui la Federal Reserve rallenti il percorso di aumento dei tassi.

Si tratterebbe di una dinamica che potrebbe alimentare il valore dello yen, generalmente considerato come una valuta rifugio ma ultimamente deprezzato per via delle politiche ultra-espansive intraprese dalla Bank of Japan.

L’effetto della stretta monetaria della FED

Goldman Sachs ha anche evidenziato la politica monetaria intrapresa dalla Federal Reserve. Questo rappresenta il massimo istituto finanziario americano il quale si dice impegnato (da un paio d’anni) in un percorso di inasprimento della politica monetaria. Un processo quasi del tutto doveroso e chiesto a gran voce dopo a seguito dell’abnorme programma di Quantitative Easing messo in piedi ed atto a contrastare gli effetti della crisi economica.

Vi sono poi coloro che pensano a ritoccare questo percorso, alla luce anche dei segnali di fine ciclo che l’economia statunitense sta lanciando. Se questo non si dovesse verificare, il percorso di stretta monetaria rimane ben saldo (come appare adesso). Di conseguenza, la curva dei rendimenti potrebbe appiattirsi ulteriormente.

Una dinamica che se si verifica potrebbe portare ad un rallentamento dell’economia nazionale, e di conseguenza spinge gli investitori verso i Mortgage Backed Securities, che solitamente performano meglio nei periodi negativi. Il tutto avverrebbe a scapito degli “Investment Grade”, quali lo sono ad esempio i titoli di Stato.

Il problema del credito privato

Credito privato

Problemi relativi al credito privato

Altro problema che non è quasi mai preso in considerazione riguarda il credito privato. Per comprendere questo concetto dobbiamo partire dall’analisi legata alla crisi economica, non tanto quella degli Stati Uniti (dove questo dato è certo) quanto piuttosto a livello globale (e più specificatamente europeo).

Molti pensano che questa non sia stata scatenata tanto dai problemi legati al debito pubblico quanto invece ai problemi del debito privato. Goldman Sachs afferma che il debito potrebbe rappresentare un grosso problema per tutti gli investitori nel 2019. Questo però, anche se preoccupante, non avrebbe nulla a che vedere con quanto è successo nel 2008.

Ad ogni modo, considerando la plausibile reazione degli istituti i quali per difesa stringeranno i cordoni della borsa, Goldman Sachs ha previsto dei problemi legati al credito. È questo che a sua volta, con una dinamica che ricorda il famoso concetto di circolo vizioso, potrà alimentare i timori circa un rallentamento dell’economia. Si potrebbe anche pensare ad un’inversione del ciclo economico che oggi potremmo definire come ciclo espansivo anche se non regolare.

Indebolimento del tessuto aziendale statunitense

Goldman Sachs prevede una sofferenza per le aziende statunitense legata ad una riduzione dei loro margini. Un dato che con molta probabilità si verrà a verificare a prescindere dai segnali che stanno giungendo e che giungeranno in merito all’economia americana.

Come e perché mai le aziende statunitensi potrebbero andare incontro a una contrazione degli utili? Ci sono diversi motivi che spingono ad affermare questo. Di seguito ne abbiamo analizzati alcuni.

Uno tra tanti potrebbe essere l’inasprimento della guerra commerciale, la quale se da un lato causerà una diminuzione delle importazione, dall’altro lato non beneficerà le esportazioni, in quanto è proprio impensabile che i governi colpiti dai dazi non reagiscano di conseguenza.

Vi è poi un altro motivo importante, rappresentato dal rallentamento globale (possibile) e in particolare dal rallentamento europeo. Questo porterà ad una riduzione della domanda.

Secondo Goldman Sachs la migliore scelta da compiere sarebbe quella di investire solo su di un asset; un asset di qualità acclarata, magari (secondo il parere dello scrivente) in grado di vantare un forte carattere di anticiclicità.

Goldman Sachs e il problema italiano

debito italiano

Goldman Sachs riserva anche una parte del suo intervento alla questione Italiana. Molto discussa è la situazione politica ed economica che prevede una riduzione della crescita anche se non sembra toccare punti di recessione. A questa però si aggiunge un elevato costo legato al servizio del debito che comprende:

  • Interessi;
  • Spread.

Goldman Sachs afferma che questi fattori sono molto instabili e fragili tanto che si potrebbe venire a verificare una situazione poco piacevole nel 2019 per gli Italiani e si potrebbe assistere nuovamente ad un materializzarsi di una nuova recessione.

La conseguenza?

La banca d’affari americana Goldman Sachs afferma che questo evento si sta già adesso consolidando. Infatti si assiste ad uno spostamento da parte degli investitori dai titoli di Stato italiani all’obbligazionario, il quale se da un lato propongono rendimenti simili, dall’altro sono collegati a un reale rischio di insolvenza.

In linea di massima Goldman Sachs afferma che proprio in virtù tutte quelle che saranno le dinamiche, l’euro dovrebbe rafforzarsi, anche se il tutto avverrebbe in maniera leggera e tale da non indicare un rapporto rischio/rendimento significativo.

Il problema europeo

problema europeo

Discorso molto simile è quello legato all’Europa nel suo complesso. Questo avviene anche a seguito dell’elevato grado di interazione economica e finanziaria tra i diversi paesi dell’Eurozona. Ad esempio il destino dell’Italia è legato a quello dell’Europa come anche quello dell’Europa è legato all’Italia e a paesi che vertono nelle stesse condizioni dell’Italia.

Le prospettive di un possibile rallentamento non sono remote. Anche i timori per una nuova crisi del debito, come per i disordini politici (interni ed esterni alle varie nazioni) potrebbero portare gli investitori a investire nel settore obbligazionario americano o anche spostarsi direttamente verso gli asset legati alle economie emergenti.

Si tratta di una prospettiva che vede l’euro verso un possibile rafforzamento, anche alla luce della fine del Quantitative Easing. Un rafforzamento però che per molti è portato a livelli insufficienti, tali da comporre un rapporto rischio/rendimento non propriamente apprezzabile.

Gli effetti della stretta monetaria globale

Goldman Sachs rileva anche un altro dato di fatto; alcuni paesi che nel passato si sono impegnate in politiche monetaria espansive o anche ultra-espansive hanno iniziato un diverso percorso di stretta monetaria. Altri invece lo inizieranno a breve.

Paesi che hanno intrapreso questa via sono ad esempio gli Stati Uniti e il Canada (per quanto quest’ultimo abbia sospeso la stretta quasi nell’immediato). Anche la Gran Bretagna ha intrapreso una diversa strada innalzando già una volta i tassi.

>>Approfondimento: Investimenti post-Brexit: Come e dove investire dopo Brexit

La Banca Centrale Europea invece sta per accantonare definitivamente il Quantitative Easing.

Sulla base di questa prospettiva, si potrebbero registrare delle conseguenze molto importanti sul mercato valutario e sul mercato Forex.

Goldman Sachs vede delle ottime prospettive di crescita nei paesi del G10 e in misura minore nei mercati emergenti. In breve, la banca d’affari crede che le migliori opportunità dal punto di vista valutario, non si apprezzeranno né negli Stati Uniti né in Europa. Esse deriverebbero da paesi come il Canada, la Norvegia, Israele, L’Ungheria e la Nuova Zelanda.

Guerra commerciale tra USA e Cina

USA CINA

Goldman Sachs sottolinea anche che la questione di guerra commerciale tra il colosso americano e quello cinese non giova a nessuno dei due stati. Esso per altro potrebbe inasprirsi e scaturire in un peggioramento senza precedenti.

Prendendo in considerazione questi dati, il cambio USD/CNY potrebbe superare quota 7,00. Inoltre, sempre se la guerra commerciale si inasprisse, il rallentamento economico della Cina potrebbe non solo consolidarsi ma potrebbe anche divenire molto significativo. Per far fronte a questa eventualità, Goldman Sachs suggerisce una strategia particolare legata all’investimento con il mercato forex.

>>Approfondimento: Come Investire Piccole Somme di Denaro nel forex?

La banca suggerisce di acquistare valute come ad esempio il dollaro australiano o anche il peso cileno, che sono collegate all’economia cinese. Questo Permetterebbe di godere di una eventuale stabilizzazione della stessa economia cinese.

Goldman Sachs crede infine che il tira-e-molla, al pari delle sofferenze economiche legate al fronte commerciale, possano portare l’economia di Pechino a riprendersi definitivamente.

Il prezzo del petrolio

L’ultimo aspetto che analizziamo in questa guida riguarda il petrolio e il suo prezzo. In merito a questo, Goldman Sachs si dice ottimista e vede al rialzo il prezzo. Allo stesso modo del petrolio, lo è anche nei confronti della altre materie prime.

Vi è infine l’opinione che l’oro nero sia destinato a un rimbalzo deciso nel 2019. Il tutto potrebbe giovare agli esportatori di materie prime, come lo è ad esempio il Cile (rame) e il Perù (oro).

In un contesto di questa portata, a fare meglio di tutti sarà il Canada, forse anche perché meglio di altri si presta ad essere il paese più attrezzato adatto a cavalcare l’onda di un rialzo dei prezzi dell’oro nero.

Secondo Goldman Sachs dovrebbe sovraperformare rispetto ai concorrenti. Il tutto lo si vede già da oggi con una sostanziale modifica del differenziale tra WTI e WCS, che è abbastanza ampio con un divario superiore a 20.

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TommasoP

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