Trading online: previsione mercati 2019

Pubblicato da: TommasoP - il: 30-01-2019 17:29
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Se si sceglie di investire sui mercati finanziari non si possono ignorare i consigli d’investimento o le analisi di previsione. Ecco il perché di questo nostro approfondimento; offrirvi alcune previsioni sui mercati per il prossimo futuro.

Certamente le previsioni non sono sinonimo di garanzia e di successo. Operare nel trading online sarà sicuramente vantaggioso ma non per questo semplice. Peraltro ogni trader deve rendersi contro dei propri limiti e nel caso rivolgere lo sguardo presso altri strumenti.

Operare nel trading online vuol dire non solo utilizzare strumenti telematici per fare investimenti, ma anche conoscere i mercati e fare delle previsioni esatte. Questo avviene solo tramite le analisi.

Grazie al trading online si possono comprare e vendere strumenti differenti sui mercati come azioni, obbligazioni e fondi azionari, allo stesso modo di come avviene con una qualsiasi agenzia di banca o uno sportello finanziario.

Possiamo però dire che il trading online offre una garanzia maggiore. Offre degli strumenti complessi che permettono di operare nel mercato Forex ovvero in molte borse del mondo. Questo vuol dire avere la possibilità di operare utilizzando la leva finanziaria o anche di fare trading intraday ovvero comprare un pacchetto di azioni la mattina e rivenderle la sera.

Il nostro intento è quello di comprendere come i mercati finanziari si muoveranno nel prossimo futuro. Cercheremo di analizzarli al fine di capire se saranno in crescita o invece si registrerà una recessione.

Lo possiamo fare solo comprendendo le previsioni 2019 premettendo alcune considerazioni di richiamo all’attività di trading.

Specifichiamo che questo articolo non deve essere inteso come consiglio di investimento, dato che ha solo finalità informative. Il nostro obiettivo è darti qualche spunto, che a tua discrezione puoi integrare nella tua strategia di trading. Pertanto la responsabilità dei tuoi investimenti è solamente tua. Gli autori e il sito ne sono totalmente esenti, come da disclaimer.

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Analisi e previsioni trading online 2019?

Trading online ed evoluzione dei mercati finanziari

Trading online previsioni di mercato 2019

Nel momento in cui si parla di trading online, si deve fare riferimento alle transazione digitali degli strumenti finanziari.

Ad oggi esistono molte realtà bancarie, delle ottime società finanziarie italiane e straniere, che offrono questo servizio a tutti i propri clienti. Ci sono delle società, italiane e non, che offrono servizi di trading online regolamentati ed autorizzati e come tale possono operare su tutto il territorio europeo e non solo. Ad esempio per operare in Italia devono essere autorizzate o regolamentate dalla Consob.

Tutto il meccanismo di funzionamento del trading online avviene quasi interamente attraverso internet, ovvero tramite una rete che permette di comprare e vendere innumerevoli strumenti finanziari in maniera istantanea.

Il servizio del TOL è ormai così diffuso che sono tante le società che oggi fanno a gara per conquistare nuova clientela. Questo avviene facendo leva sui costi di transazione, sulle commissioni e su molti altri dettagli del servizio offerto.

Ci sono dei vantaggi primari per coloro che utilizzano le attività speculative del trading online. Tra questi possiamo ricordare ad esempio il basso costo operativo rispetto ad una operatività diretta con la banca o anche offerta da una società finanziaria. Queste infine offrono servizi informativi e offrono anche degli ottimi supporti al fine di poter effettuare investimenti.

In Italia, le operazioni di trading online sono state avviate nel 1999. Questo vuol dire che dal ’99 in poi è possibile operare sui mercati finanziari tramite le attività di trading online.

>>Leggi anche: Previsioni Pimco sugli investimenti del 2019

Trading online 2019: come comportarsi in caso di recessione?

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Trading online: come comportarsi in caso di recessione

Anche se molti confermano questo dato, il rischio di recessione è molto basso; allo stesso tempo, però, non possiamo dire lo stesso della crescita economica, che invece fa registrare una battuta d’arresto.

Nel momento in cui parliamo di economia reale dobbiamo fare riferimento a due elementi:

  1. livello;
  2. dinamica.

Anche se al momento non c’è motivo di temere una recessione (per tutto il 2019) la decelerazione delle economie è abbastanza chiara e proseguirà certamente per tutto il 2019.

Il protrarsi di questa dinamica ridurrà in modo costante la crescita economica portandola ai livelli potenziali essendo stata nettamente superiore nell’anno appena trascorso. Non ci si deve attendere che scenda significativamente al di sotto del potenziale. Al contrario, invece, ci aspettiamo che tutti i rendimenti attesi delle azioni e degli asset rischiosi nel complesso saranno positivi, anche se su livelli più bassi.

Previsione dei mercati 2019 e crescita economica rallentata

La prima cosa da fare, quando si sceglie di investire sui mercati finanziari con il trading online, è operare una piattaforma di trading online che sia regolamentata ed autorizzata. Essa permette di mettere al sicuro il capitale del trader da eventuali truffe. Questo è il primo passo che tutti i trader devono compiere.

Premesso questo, dobbiamo anche tenere presente la fase del mercato. Ad esempio, in un periodo di recessione dei mercati finanziari, non è sempre scontato che ci sia un momento di recessione dell’economia reale. Se è vero che l’andamento dei mercati finanziari influenza l’economia e viceversa è probabile anche che le 2 cose non siano simultanee.

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Cosa vuol dire questo?

Vuol dire che il forte calo dei mercati azionari (che si è avuto nella seconda metà del 2018) è stato dovuto a delle previsioni economiche. I dati di queste previsioni però non possono arrivare prima del 2019.

Solo oggi possiamo vedere i dati di economie in rallentamento (come lo è ad esempio quella italiana). Rallentamento non è sinonimo di recessione. Ci sono casi in cui ad esempio i mercati finanziari si stanno riprendendo. Per affermare questo, però, si deve attendere un successivo periodo.

Il nuovo anno (a livello economico/finanziario) possiamo dire che si è aperto all’insegna dell’incertezza derivante dalle attività politiche e monetarie prese dalla Fed e dalla Bce.

Ecco il motivo per il quale oggi è possibile affermare che molti investitori si sono mostrati prudenti in queste prime settimane del 2019. Ad esempio, prendendo in considerazione alcune indiscrezioni relative alla Fed, possiamo dedurre che ci potrebbe essere a breve una stretta monetaria. Dal punto di vista di progressiva contrazione delle voci di bilancio (USA) non pare ci saranno cambiamenti di rilievo.

Sulla base di alcune indiscrezioni inerenti all’operato della Bce è possibile rilevare uno stallo (almeno per adesso) che non prevede rialzi imminenti dei tassi di interesse. Si tratta di una tendenza che potrebbe protrarsi per tutto il 2019 e anche per la prima parte del 2020.

>>Leggi anche: Investimenti nel 2019: le previsioni secondo Mati Greenspan di eToro

Tempo di correzioni?

Infine ci sono degli elementi da considerare per investire in modo professionale nel 2019. Parliamo della combinazione di salari più elevati derivanti dall’irrigidimento dei mercati del lavoro e dell’aumento dei prezzi dei fattori di produzione. Questo non ha fatto altro che spingere i prezzi al consumo verso l’alto negli ultimi 2 anni, facendo salire le previsioni di inflazione.

Si tratta di una tendenza che dovrebbe portare nei prossimi mesi ad un aumento dei rendimenti obbligazionari a lungo termine.

In una fase di rialzo dei tassi della Fed, tutti i rendimenti legati alle obbligazioni statunitensi e canadesi sono in linea con le loro medie storiche anche se i rendimenti di Gilt e Bund sono diminuiti ed in contrasto con il loro andamento storico.

L’incertezza creata da Brexit e dalla situazione italiana potrebbe essere la spiegazione a questo ritardo legato alla normalizzazione dei tassi. Siamo tuttavia convinti che alcuni aggiustamenti si renderanno necessari e ci aspettiamo che la BCE aumenti i tassi di interesse già a partire da questo primo trimestre 2019.

Infine, la combinazione di tassi d’interesse e i costi di produzione più elevati definiti come la conseguenza della crescita salariale dovrebbe pesare sulla redditività delle imprese.

Secondo quanto illustrato in precedenza i margini di profitto delle imprese statunitensi sono storicamente correlati in maniera negativa rispetto alla crescita dei salari. Gli analisti prospettano un aumento degli utili statunitensi nel 2019 in una percentuale pari all’8%. Un bilancio più che ottimista. È chiaro anche come la tendenza degli analisti a rivedere le loro previsioni al ribasso è in genere indice di delusioni per il futuro.

La situazione non è omogenea, però, per tutti i Paesi. La necessità di adeguamenti al ribasso si riscontra soprattutto all’interno delle economie sviluppate che nel 2019 si vedono alle prese con tassi d’interesse e costi elevati oltre alla crescita nominale contenuta.

D’altro canto, il pricing associato alla crescita piatta degli utili nei mercati emergenti sembra troppo pessimista considerando che l’aumento medio del PIL nominale resta superiore al 6% per la maggior parte delle economie. Il deprezzamento delle valute rispetto a quelle dei mercati sviluppati ha ripristinato una certa flessibilità nei margini di profitto.

>>Leggi anche: Migliori azioni 2019 USA e Italia: quali sono?

Trading online 2019: previsioni di sfida della BCE e della FED?

Bce euro

Bce

Se si vuole operare in modo professionale nel trading online, sarebbe meglio non sfidare mai le banche centrali. Tutti gli operatori di mercato hanno da sempre sottovalutato le banche centrali e la loro capacità di spingere i tassi sempre più in basso. Questo è avvenuto in un contesto di crisi economica che per forza di cose ha portato la BCE e la FED a spingere i tassi sempre più in basso.

Questo processo ha portato la perdita degli investitori lungo il rally dei mercati obbligazionari. Allo stesso tempo si è assistito ad un’incidenza diretta negativa sui portafogli nel momento in cui i tassi di interesse aumentano. In via indiretta però si è assistito ad una rimozione di un’ampia liquidità e la fine della maggior propensione ad assumersi dei rischi.

Possiamo anche osservare come il 2018 è stato un anno di transizione in termini di decisioni delle banche centrali. Abbiamo assistito alla fine del QE in Europa e al graduale aumento dei tassi nel Regno Unito o in Canada, o anche solo alla combinazione data da deflussi di bilancio e al forte aumento dei tassi negli Stati Uniti.

>>Approfondimento: BCE: tutto quello che devi sapere dalla conferenza stampa di Draghi tra QE, super-euro e rialzo tassi

Possiamo dire quindi che il 2019 vedrà la sincronizzazione della stretta da parte delle principali banche centrali e anche l’inizio di una riduzione globale dei bilanci. Si tratta di modifiche della meccanica della domanda e dell’offerta nel settore obbligazionario che spinge gli investitori alla necessità di dover de-sensibilizzare i portafogli sul rischio di duration per due ragioni:

  1. ititoli di Stato non offriranno gli stessi livelli di protezione a cui si era abituati quando l’avversione al rischio aumentava;
  2. ridurranno la performance più del solito con l’aumentare della propensione al rischio.

Considerazioni tecniche

A questo punto non ci resta da fare altro che prendere in esame alcuni dettagli tecnici inerenti le voci degli esperti.

Il mercato europeo legato agli strumenti finanziari derivati già al termine dell’anno 2017 aveva toccato quota (nozionale) pari a Euro 660 miliardi, con oltre 542 miliardi di euro di derivati OTC.

Dallo scorso anno, poi, la gran parte degli strumenti finanziari derivati (quelli meno rischiosi legati ai mercati regolamentati), erano stati presi in considerazione come una minima parte. Il tutto dovrebbe comportare una seria riflessione.

La BRI (Banca dei Regolamenti Internazionali) ha fatto presente che la componente europea del mercato dei derivati è pari ad un quarto del totale. Questa situazione potrebbe portare a temere (forse a ragion veduta) che la bolla degli strumenti finanziari derivati OTC possa costituire una situazione molto pericolosa.

La CNBC in un’intervista al consulente dei fondi sovrani Sri Kumar ha rilevato come già dalla metà del 2020 si potrebbe essere coinvolti in un processo di recessione. Nel caso in cui queste stime si rilevassero corrette, le banche centrali dovrebbero smettere di alzare i tassi di interesse soprattutto nel breve periodo.

Il problema non è tanto il 2020, quanto il 2019 che vede un’alta pericolosità derivante dalla quantità di strumenti derivati in circolazione.

ESMA (organo creato dall’Unione Europea nel 2011 per studiare il mercato dei derivati) ha messo in guardia tutti i trader dalla possibile instabilità derivante dai mercati e allo stesso tempo dei rischi a cui si andrebbe incontro nel caso in cui la bolla esplodesse.

Nel 2018 nonostante tutto gli strumenti finanziari derivati a livello europeo hanno però fatto registrare una continua crescita.

Nel nostro continente, ben il 9% degli strumenti derivati è legato all’andamento dei tassi d’interesse. A questi si aggiungono i derivati legati alle divise (12% del totale). I principali attori del mercati dei derivati oggi sono: da una parte le banche e dall’altra le società finanziarie.

Ben oltre il 33% dei derivati europei viene espresso in USD mentre circa il 28% in EUR. Dati che potrebbero portarci a riflettere e farci intendere che la situazione ci potrà portare ad un rischio potenziale per tutto il mercato europeo influenzato dalle oscillazioni di divise extra UE.

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Trading online e previsioni economiche 2019

A questo punto possiamo procedere con l’analisi di alcune previsioni economiche. Si tratta di previsioni che possono influenzare l’intero andamento legato al trading online per tutto l’anno in corso. Secondo gli esperti, infatti, il PIL americano dovrebbe registrare una fase di rallentamento. Questa fase deriverebbe dalla guerra commerciale innescata contro la Cina.

Si stima anche la continuità della crescita dei salari americani e allo stesso tempo la contrazione degli utili di molte società. Se prendiamo in esame invece l’inflazione possiamo vedere come le oscillazioni siano coperte dal calo dei prezzi delle materie prime. Si tratta di fattori uniti che sarebbero in grado di contenere l’oscillazione del dollaro e del suo apprezzamento.

Se guardiamo al 2018 è possibile notare come la crescita economica americana è stata oggetto di influenza sia degli influssi positivi (stimoli fiscali), sia degli influssi negativi (tensioni commerciali). Questo vuol dire che oggi si deve stare molto attenta ai segnali di ripresa nelle economie emergenti in primis ed anche da quella derivante dall’Europa e dal Giappone (anche se in misura minore).

Tutti i trader che intendono investire sui mercati finanziari legati al vecchio continente devono prestare molta attenzione a come si muoverà l’Europa e alla politica monetaria intrapresa.

In questo contesto un ruolo di prim’ordine è tenuto non solo dalla Brexit, ma anche dalla fine dell’era Merkel in Germania e della fine dell’era Draghi a livello di BCE. Se invece esaminiamo il caso specifico del nostro Paese si deve prestare particolare attenzione alle nuove correnti politiche che possono creare stabilità o instabilità economica.

Dalle seguenti analisi ne deriverebbe che nel 2019 l’Europa sarà una delle maggiori protagoniste dei mercati finanziari per via delle sue vicende politiche e monetarie.

Prendendo in esame i tassi di interesse come anche i mercati obbligazionari, si stima che la prima metà dell’anno in corso non faccia registrare rialzi dei tassi di interesse negli USA, anche sulla spinta dei segnali inflazionistici.

Consideriamo per un attimo le azioni ed il relativo trading. Premettendo che nel 2018 molte società americane hanno fatto registrare una forte crescita degli utili, non è detto che queste siano in grado di mantenere il trend nell’anno 2019. Questo lo si deve in modo particolare alla crescita dei salari i quali potrebbero far registrare delle contrazioni sui ricavi delle società.

Trading online 2019: occhi puntanti su spread e banche

Certamente quando si parla di trading online e di investimenti non è possibile ignorare lo spread considerato come l’unico fattore a cui si deve prestare particolare attenzione.

Molto dipende infatti dalle banche e in particolare dalla BCE con a capo Mario Draghi che in questi anni per via delle azioni intraprese hanno reso i mercati europei abbastanza stabili. In merito al 2019 però potrebbe cambiare qualcosa.

È lo stesso Mario Draghi infatti che sottolinea una serie di rischi evidenti per tutta la prima metà di questo 2019. Il sentore potrebbe essere che la Banca Centrale Europea si veda costretta a nuove revisioni a ribassi in merito alla crescita economica con un’inflazione che potrebbe farsi sentire piuttosto pesantemente.

Ci sono poi altri elementi importantissimi come la Brexit e le sue inevitabili ripercussioni sui mercati finanziari. Ecco il motivo per il quale i trader devono prestare particolare attenzione sul suo sviluppo, soprattutto se si investe su asset che afferiscono direttamente all’economia del Regno Unito per trarre la loro forza.

Nel 2019 si devono anche stabilire le regole e le modalità di uscita del Regno Unito dall’Unione Europea e questo avrà effetti sia sull’economia reale sia sui mercati finanziari.

Anche se non si conoscono bene tutti gli scenari legati alla Brexit possiamo dire che questo evento non produce altro che incertezza per tutti gli investitori. Quello che sappiamo per certo è che maggiori saranno gli impatti sull’economia dell’Inghilterra, maggiori saranno le tensioni registrate sui mercati finanziari.

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Asset allocation

Nel 2019 si assisterà ad una modifica delle decisioni legate alle banche centrali che prevedono delle modifiche delle dinamiche legate alla domanda e all’offerta sullo scenario obbligazionario. Questo potrebbe comportare per gli investitori una de-sensibilizzare ai propri portafogli e al rischio della duration.

Anche i rendimenti attesi dalle azioni e dagli asset a rischio rimarranno positivi nel suo complesso anche se potrebbero comportare un livello più basso.

Le opportunità di investimento passeranno dall’essere direzionali ad essere maggiormente cross asset e orientate al relative value.

Infatti se il 2018 si è rivelato un anno di transizione che ha dato il via alla volatilità. Ci si aspetta che i mercati in tutto il 2019 vivono episodi di stress a causa anche dell’aumento dei rischi idiosincratici, come la guerra commerciale tra USA e Cina, o anche le tensioni Italia-UE o le preoccupazioni sui mercati emergenti.

Molto spesso la volatilità implicita è stata spinta al rialzo per la maggior parte delle asset class. Ci sono poi alcuni importanti fattori come ad esempio la crescita globale rimasta al di sopra del potenziale. Altro elemento importante è la politica monetaria accomodante.

Per tutto il 2019 questi elementi di sostegno si trasformeranno in venti contrari per gli asset che sono orientati alla crescita.

Per la prima volta dalla grande crisi finanziaria, gli aggregati di bilancio delle banche centrali si ridurranno, spingendo gli investitori in territori sconosciuti riabituandosi a vivere senza QE.

Possiamo dire anche che questa normalizzazione legata alla politica monetaria avverrà insieme alla crescita globale che si stabilizzerà su un livello leggermente al di sotto del suo potenziale dopo anni di miglioramento ciclico. Questo potrebbe sollevare alcuni interrogativi sull’età del ciclo e sul livello di redditività.

Anche se al momento non è prevista una recessione l’indicatore di rischio per tutto il 2019 si è chiaramente spostato in territorio negativo. Questo vuol dire che stiamo preparando i nostri portafogli ad affrontare la tempesta.

>>Leggi anche: Goldman Sachs – investimenti 2019: analisi e strategie

Trading online e leva finanziaria: amici o nemici nel 2019?

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Una maggiore volatilità, insieme ad una correlazione tra cross asset, altro non farà che implicare una minore esposizione al mercato. Ci possiamo aspettare per il 2019 un cambiamento repentino delle opportunità di investimento, da un orientamento direzionale ad uno più cross markets/orientato al relative value.

Si potrebbe prospettare per i mercati emergenti una maggiore opportunità di superamento dei mercati sviluppati per una serie di fattori compreso anche la maggiore crescita nominale e la stabilizzazione (o indebolimento) del dollaro USA.

Una sincronizzazione delle misure restrittive legate alla politica monetaria delle banche centrali sarà solo un evento sfavorevole per il dollaro USA che lo scorso anno invece ha fatto registrare un apprezzamento rispetto alla maggior parte delle valute.

>>Approfondimento: Quotazione EURO DOLLARO in tempo reale, Grafico Cambio EUR/USD

Infine, non possiamo non aspettarci un contesto economico e finanziario complessivo sufficiente a supporto del mantenimento dei costanti livelli di rischio per tutto l’anno 2019.

Una combinazione di riduzione della liquidità da parte delle banche centrali di tutto il mondo, un rallentamento della dinamica macroeconomica, un aumento della volatilità, potrebbero portare gli investitori a optare per delle modifiche dell’asset allocation e all’adeguamento dinamicamente della loro esposizione complessiva al mercato. Questo con il solo scopo di far fronte ad un contesto più sfavorevole e meno accomodante.

Il 2019 potrebbe vedere i tassi di interesse creare un forte shock e non fungere da calmante nelle fasi di avversione al rischio. Un’asimmetria sfavorevole nell’asset correlation, invece, potrebbe ridurre la vulnerabilità del mercato che rappresenterà invece la chiave del successo degli investimenti nel 2019.

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Trading online 2019: qual è la situazione globale?

Trading online: il momento giusto per investire esiste?

Trading online: analisi della situazione globale

Possiamo dire che a livello globale il 2018 è stato un anno in cui si è confermato un trend (decennale) con un’economia (della zona euro) non in grado di stare al passo con le altre economie emergenti. Sono sempre di più gli assetti economici (i più importanti) che si spostano in altre zone del pianeta e questo potrebbe comportare per l’Europa la perdita del suo peso politico a causa dei recenti avvenimenti.

Anche la crescita sarà un fattore molto importante da controllare per tutto il 2019. L’operatività della stessa BCE dipenderà dalle prospettive di crescita generali della zona euro.

Ora, sulla base delle analisi rilasciate dagli esperti, si prospetta un 2019 caldo e impegnativo.

Molte sono state le incognite incombenti sui mercati finanziari che hanno contribuito a rendere la situazione molto più instabile e soprattutto molto volatile permettendo ai trader più accorti di scalare benissimo le loro migliori posizioni sui mercati finanziari. Si potrebbe assistere a dei rischi e a dei crolli improvvisi dovuti a notizie negative che altro non faranno che impattare velocemente l’andamento di mercato degli asset.

Possiamo dire che il 2019 sarà dunque un anno in cui ci si deve guardare le spalle e cercare di fare operazioni semplici e non rischiose al fine di evitare capitomboli e perdere il proprio capitale di investimento.

Per l’anno in corso dunque ci si aspetta un proseguimento della fase di normalizzazione della politica monetaria che dovrebbe essere accompagnata da una maggiore volatilità dei mercati. Questi si potrebbero tradurre in una politica monetaria restrittiva con una stabilizzazione della crescita economica che non ha nulla a che vedere con la recessione.

>>Leggi anche: Trading materie prime: il 2019 sarà l’anno delle commodity?

Cosa si prevede per i mercati finanziari? Opinioni e considerazioni finali

Come comprendere se si fanno errori nel trading online?

A questo punto ci si potrebbe chiedere quale sia il ruolo del trading online per tutto il 2019. Possiamo dire che questo anno si presenta come un anno con forte volatilità sui mercati finanziari.

Si potrebbe optare per una buona strategia di trading online diversificata. Questa deve possedere una prontezza senza precedenti per gli investimenti del proprio portafoglio al fine di contenere le possibili perdite provando a consolidare gli utili su determinati asset.

Ci sono poi i rischi politici e i rischi monetari di livello nazionale e internazionale che potrebbero spostare il focus (di apprezzamento) verso i nuovi mercati emergenti. Questi potrebbero essere in grado di offrire delle buone possibilità e delle ottime opportunità per tutto il 2019.

Per investire nel trading online seguendo le giuste strategie e per mettere in atto un ottimo trading, sarebbe opportuno scegliere solo piattaforme di trading online regolamentate ed autorizzate come ad esempio quelle da noi riportate in seguito.

Queste sono in grado di offrire sicurezza nel trading in quanto regolamentate, ma anche un conto demo gratuito che permette di mettere in pratica le migliori strategie d’investimento. Solo dopo aver testato il tutto con il conto demo si potrebbe optare per fare trading con un conto reale.

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TommasoP

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